Egli, sperando che fosse venuta per confidargli il supposto segreto, l’accolse amorevolmente, le fece coraggio a parlare, e guardando il cielo con occhi pietosi, aspettava la bramata rivelazione. — Sì, — diceva allora tra i singulti la sventurata, — ho risoluto, lo farò; non posso sopportare d’essere abbandonata da voi.... Ah! voi lo sapete, reverendo padre, il mio.... il povero Carlo mi dà il campamento; ma....
— Avanti! Coraggio! Siamo soli! Non dubitate!
— Ma io, proprio, non so.... non posso credere....; e se mai, per assicurarvi che non sono a parte dei suoi segreti.... Ah! ho deciso: piuttosto mi separerò da lui; camperò di elemosina, mi figurerò di averlo perduto, piuttosto che restar priva della vostra santa benedizione. — E appena pronunziate con fermezza queste parole, cadde ginocchioni, quasi in deliquio, ai piedi del confessore, in atto d’aspettare la sua sentenza.
Ma egli, sebbene, rimanesse colpito e si mostrasse commosso da quella risoluzione, pur vide che non ne poteva ricavare costrutto. Nondimeno giudicò di doverne tener conto; accortosi che ella vi persisteva con fermo proponimento, la confortò di pietose parole, e la benedisse, dicendole: — Sia fatta la tua volontà, che io spero sia quella del cielo. Va’ buona creatura. Iddio ti rimuneri di questo atto di virtù cristiana, e ti dia forza per sostenerlo, affinchè tu possa ricavarne quel bene che la divina misericordia si degnerà di concedere a te e a quello sciagurato giovine. — Così l’indegno sacerdote, traviato dalla passione politica, profanava la religione, e permetteva che in nome di essa si separassero due cuori che Dio fece per essere sempre uniti.
Chi avesse veduto quella povera madre, dopo che fu uscita dalla presenza del confessore, e quando con incerti passi brancolava per ritrovare la strada e ricondursi a casa, l’avrebbe creduta una moribonda che si trascinasse da sè medesima al camposanto per cercarvi sepoltura. Pure le riuscì di giungere alla casuccia che ella aveva fatto proposito d’abbandonare, dopo aver rivisto il figliuolo per dirgli addio. Un animo l’avrebbe anche consigliata a nascondersi subito ai suoi sguardi, a lasciarlo senza dirgli nulla; ma la natura non vi consentì; sebbene l’amor materno fosse stato soffocato con una violenza di passione quasi incredibile, pur la natura non era vinta, e guidò i suoi passi a quelle stanze dove una modesta agiatezza, una gioia serena l’avevano accolta sposa, dove con arcana e soave corrispondenza di giubbilo e di dolori era divenuta madre, dove aveva allattato da sè, educato e visto crescere la delizia sua e del marito, quel figliuolo che ora...! Povera madre! E pianse; pianse tutto il giorno, combattendo sempre gli affetti che venivano in folla ad assalirla.
Verso sera, chè l’ora s’appressava in cui il figliuolo sarebbe tornato a casa, si rasciugò più volte le lacrime, e finalmente le riuscì di costringere gli occhi a non versarne più. Ed ecco che ode i noti passi: il suo Carlo è per le scale; frettoloso, secondo il solito, per rivedere, dopo tante ore di lavoro, sua madre, per portarle la cena, che facevano sempre insieme, e sempre in mezzo a lieto e affettuoso colloquio, prima che la domestica pace fosse stata loro turbata dalla crudele ipocrisia. Allora un brivido le prese tutta la persona, impallidì, guardò il cielo, e ripetè: — Ho deciso! —
In quel punto la porta si apriva; e Carlo entrava, anche più mesto del solito, tenendo involta in un fazzoletto la poca provvista per la loro cena. Ma la tavola non era apparecchiata; e sua madre se ne stava in piedi, silenziosa e immobile, accosto a quella, guardandolo con aspetto che pareva severo.
— Perchè non è apparecchiato? — disse dolcemente Carlo. — Forse avete già cenato? —
La madre non rispondeva: pure i suoi occhi s’affissavano nel figliuolo, ma come gli occhi che si posano sopra un oggetto senza vederlo quando la mente è distratta e tutta assorta in qualche grande pensiero.
— Forse siete corrucciata con me perchè ho fatto tardi? Ho indugiato, — continuava il povero figliuolo sospirando, — ho indugiato un poco stasera, perchè.... non vi sgomentate peraltro.... perchè non avevo quattrini per comperare questo boccone di cena. — E intanto svoltava il fazzoletto.