E senza lasciarmi tempo di rispondere, e accennando la Maria che metteva in tavola un minestrone fumante:

— Ecco intanto un po’ di bene, — proseguì; — se vossignoria vuol degnarsi di mangiare un boccone alla buona con noi, venga qua, e s’accomodi su questa panca, che è più vicina al fuoco. —

Io, stringendogli la mano, accettai subito, e mi posi dov’egli accennava, nel suo posto, nel posto d’onore; dopo il vecchio si assisero i figliuoli, e cenammo lietamente. La Maria stava sempre in moto: non volle essere ajutata dai figliuoli perchè erano stracchi; mangiava un boccone sedendo un poco, e ora dicendo una garbatezza a me, ora facendo un sorriso al marito o ai figliuoli; poi s’alzava a mutare i piatti, a mescere il vino, a mettere in tavola un bel tòcco di lesso, indi un’insalata candida e tenerina, che era una delizia. Per fare onore all’ospite vollero cavar fuori il cacio e le frutta; ma io era tanto bene satollo, che non potei prendere altro: e il vecchio, senza insistere, dette fede alle mie parole, e ci ponemmo a fare altre ciarle.

Poco dopo il vecchio s’alzò, andò a guardare il tempo, e tornando mi disse: — Domani, se non m’inganno, sarà buon tempo: e vossignoria, se vorrà....

— Ma io anderei al castello anche ora: non è tardi; sto tanto bene; le mie vesti sono rasciutte.

— Se ha estremo bisogno d’andare al castello stanotte, io e i miei figliuoli siamo pronti ad accompagnarla.

— Oh! non dovreste incomodarvi!

— Scusi, caro signore, ma la non è pratico di questi luoghi; bisognerebbe passare il torrente tre volte, prima di giungere alla collina difaccia; e poi le strade son rotte e fangose; e benchè la piena sia abbassata e i miei figliuoli abbiano fatto un buon lavoro, chi non è di qui non può arrischiarsi davvero a andare attorno stanotte.

— Quand’è così, piuttosto accetto la vostra cortese ospitalità anche stanotte, che obbligarvi a venire ad accompagnarmi. Ma in tutti i modi io vi do incomodo.... —

Il vecchio, interrompendomi con un sorriso benevolo, prese il lume, mi accennò la scala, e disse: