— Dunque, — rifletteva questi tra se e sè, — la Lisabetta ha qualche ragione per dubitare. Ho capito; sono a cavallo. — E poi esclamò a voce alta, ponendosi dalla parte della fanciulla: — Il fatto mio è questo. Appunto venivo a cercarvi.

Maria. Davvero? Perchè mai?

Elisabetta. Finiamola, e subito!

Cintio. Il male è che voi la pigliate in burla; ma i’ vi dico e vi giuro che se vo’ mi volete bene....; meno discorsi! l’Anna non è per me. Stasera ci siamo sciolti. —

E lo disse con tale veemenza, che le donne s’arrestarono stupefatte, senza rifiatare, a guardarlo con tanto d’occhi. Poi la Lisabetta tirando a sè la ragazza, con animo più risoluto:

— Vo’ siete spiritato — gridava. — Vo’ avete perso il giudizio. Già si sa; le solite cose. Oggi rotti e domani più cotti[31] che mai! Ma non istà bene motteggiar così con chi non pensa a voi nè punto nè poco. E se gli è vero che v’abbiate lasciato l’Anna, meglio per tutti; vo’ non avrete più occasione di venirci tra’ piedi; vo’ potete baciare il chiavistello del nostro uscio. —

La Maria stava zitta, e, forse per la prima volta in vita sua, divenne seria. Cintio spiegò quel silenzio a modo suo; e vedendo che la teneva gli occhi bassi e che non badava alle parole della vecchia, credette d’aver dato nel segno. Allora finse di volere obbedire alla Lisabetta, prese di furto la mano della fanciulla che non ebbe tempo di ritirarla, e dicendole sottovoce: — Se tu non vuoi la mia morte, hai capito! — proseguì a gambe verso la Fortezza.

A quella stretta di mano, a quelle parole da primo amoroso in tragedia, la Maria mandò un grido sommesso, rabbrividì tutta, e si lasciò trascinare verso casa dalla madre che non potè udire quel grido nè accorgersi dell’insolita commozione della fanciulla, perchè infatuata dalla collera continuava ad esclamare: — Vien via! Al suon d’un raglio non bisogna cetra.[32] Poerin’a me! a queste suzzàcchere[33] m’ho a ritrovare? Già l’ho detto veh! Tu gli hai dato troppo braccio. Oh! Ma i’ la finirò io; i’ glieli leverò io questi grilli del capo. Garbatino! mettersi oggi con una, domani con un’altra. Una bella moda gli hanno imparato questi arnesacci trincati![34] E po’ lui che pratica tanti be’ ciaccherini,[35] tanta signoria, e i cavalier serventi delle dame! Noe, noe! anco ch’e’ fusse novizio e’ non farebbe al caso per noi; e tu ne puoi far subito il pianto. Alla larga! S’i’ fussi!... Tu ci ha’ dato e non fo celia! Ma i’ mi farò sentire con una buona parlantina in grammatica a maestro Cecco e a quell’altra daddolosa![36] E’ se l’hanno a tener per se quel giojello. E se gli avessero a traccheggiare dell’altro, so io quel che va fatto! I’ cerco subito du’ stanzucce, chiama e rispondi, in via San Zanobi o in via de’ Pentolini....[37] Tu ha’ a dire ch’e’ venga lì con credendo d’appiccicarsi a noi! Prima di rivederlo tu vuo’ sentir sonare più d’un doppio. E in quel caso, a fin di giuoco, no’ ci riparleremo! I’ n’ho pochi degli spiccioli, veh io! Tu lo sai, non c’è bisogno che nissuno mi venga a insegnar cantare; i’ sono stata prima vin che aceto![38] E con questi due cernecchiucci[39] di capelli, bench’i’ sia povera e vecchia, quand’i’ mi sento arrugginire il sangue, mi basta l’animo di fare anche un ricorso al Commissario.[40]

E di questo passo la vecchia, senza potersi attutire, tirava innanzi a sgridar la figliuola e a metter fuori proponimenti per troncar diviáto la tresca; finchè, entrata in casa, la ragazza si lasciò andar bocconi, sulla sponda del letto, e diede nel piangere.

La mamma, non avvezza a veder le sue lagrime, si lasciò intenerire, e non aperse più bocca. Su, al secondo piano, non si sentiva uno zitto; e anch’esse andarono chete chete a dormire, sebbene la Maria stentasse molto a chiudere gli occhi. Riflettendo a quella improvvisa risoluzione ed a certi discorsi fatti più volte da Cintio ne’ suoi rincontri alla sfuggita, la si convinse ch’e’ doveva essersi sciolto per davvero, e le parve allora d’aver corso un po’ troppo con le risposte. — Ma come fare? — diceva tra sè, — che l’ho a costringere io a pigliarla per forza? O se gli avesse conosciuto prima me?... Povero Cintio! Si vede proprio che gli aveva sbagliato.... E poi, e’ non si troverebbe mai d’accordo con Michele. Michele, sicuro, anche lui è un giovine di proposito; ma sempre serio, troppo sorniòne.... Chi sa che cosa sarebbe seguito con que’ due naturali così opposti fra loro! — E in fine, un po’ di vanità e un po’ di compassione la persuadevano che non avrebbe fatto male a dargli retta. Indi la s’affliggeva di questa tentazione, e poi la ritornava a compiacersene; e così fu quella in vita sua la prima notte vegliata nelle afflizioni. Anche l’Anna, quando fu rimasta sola, ebbe bisogno di piangere, anch’ella si trovò a contrastare fra due opposti sentimenti; ma presto il migliore prevalse; e col pensiero a sua madre, della quale ricordava sempre i consigli e i conforti, potè quetarsi nel refrigerio d’un sonno tranquillo.