[9]. Stiacciarla male: Soffrire checchessia contro voglia e con acerbo dolore.
[10]. Ricordi il lettore che l’azione del Racconto ha luogo in Firenze, verso il 1840.
[11]. Secondo gli ordinamenti del tempo, i cittadini potevano liberarsi dalla coscrizione, cioè dal prestare servizio militare, pagando una somma in contanti.
[12]. Uno scrupolo senza sugo: uno scrupolo ingiustificato, senza buona sostanza.
[13]. L’avviatora prepara lo strigato per la tessitora, ossia giornalmente l’ordito già steso sul girellone, perchè la tessitora possa tirare innanzi la tela senza incontrare intoppi.
[14]. Discorso lungo e noioso. Le stampìte erano componimenti provenzali a strofe, simili alle nostre canzoni.
[15]. Ho tentato un buon affare. Metafora presa dal giuoco delle carte.
[16]. Si dice dei fiaschi da vino, quando sono di giusta misura. Qui all’opposto vale: che ha tutte le cattive qualità.
[17]. Ingannare.
[18]. Esclamazione insignificante, propria del vernacolo fiorentino, oggi fuori d’uso.