— L’Anna saprà rassegnarsi. La s’è già avvista di qualche cosa.

— E lo smacco? E i braconi subito pronti a pensar male delle fanciulle? Un giovinotto che ne pianti lì tre o quattro una dietro l’altra, riman sempre lo stesso; ma per loro è diversa.

— Lascia cantare. Chi ha bene in pratica la mia famiglia non piglierà la cosa a rovescio come tu credi. E poi tra due mali il peggiore sarebbe quello d’aver acquistato un cattivo parente. S’e’ non cerca più di noi, t’assicuro io che non avremo ragione di cercar lui.

— Se gli è un poco di buono, e’ non l’ha a passar così liscia.

— Non facciamo scalpóre quando c’è di mezzo la fanciulla. E scalpóre perchè? Bisogna anzi ringraziare la Provvidenza che ce l’ha fatto conoscere in tempo!

— Povera Anna! Dopo tante belle speranze! Dopo tante promesse!

— Ti ripeto che la l’ha capita da sè.

— E per l’appunto la pigionale!

— Lo vedi tu? Per conoscere un uomo bisogna provarlo nel cimento.

— Gli è che mi dispiace anche per la Maria! Dunque sarà ingannata anche lei! È egli possibile che l’abbia ad avere tanto poco giudizio?