— S’e’ ci si potesse rimediare!
— Proprio ingannata! Perchè i’ la conosco! So io! Gran disgrazia d’avere per madre...! Basta! s’e’ s’ha a lasciar correre, lasciamo correre; ma fate conto ch’i’ durerò una gran fatica a mandarla giù. Sì davvero!
— Michele — e lo guardava con attenzione — i’ t’ho per un figliuolo prudente. S’e’ si può impedire il male di quella ragazza, facciamolo. Ma la faccenda è delicata; e questo tuo calore.... Sbaglierò.... Ma bada!...
— Dio voglia che se Cintio è un cattivo soggetto non la faccia capitar male. Non dirò altro. E maledetto il primo giorno ch’i’ gli parlai.
— No, figliuol mio, il maledire sta sempre male. Ritorna in te. Prudenza, e pensiamo all’Anna. Intanto dammi retta. Doman l’altro la riporta la tela al mercante.... S’e’ non ci sarà nulla di nuovo.... Mi dispiace che per l’appunto ora i’ non posso lasciar la fabbrica! Basta, tu piglierai un calesse e l’accompagnerai lassù a Malmantile a casa della mia cognata. E’ s’era detto di farlo anche dopo la disgrazia della mamma; e per cagione di colui ne levammo il pensiero. Quella buona creatura v’aspetta a braccia aperte. Che cosa ne dici tu?
— La mi par pensata bene.
— O andiamo di là; ad ogni modo il tempo darà consiglio. —
Le donne, in molte cose, e massime se si discorre d’affetti, sogliono avere penetrazione più squisita degli uomini; ed i giovani, sempre più fervidi degli uomini fatti, non sanno contenere quanto bisogna gl’interni moti dell’animo. È meglio questo che una studiata posatezza, la quale nell’uomo onesto può essere prudenza opportuna, ma nel giovine può facilmente diventare simulazione. Perciò l’Anna capì subito il motivo dell’insolito colloquio tenuto in camera tra il padre e il fratello; e questi, suo malgrado, le diede a conoscere che la non s’era ingannata. Anzi, ella fece presto un’altra scoperta; e le bastò di non trovare secondo il solito la Maria al telajo quando scendeva le scale per andar fuori, e di non si veder salutata lietamente a viso aperto come prima dalla Lisabetta. Ebbe poi piena conferma delle sue congetture, se non fosse bastata l’assenza di Cintio, nell’andare col fratello a Malmantile.
Il cavallo, povera bestia, giacchè da un pezzo aveva perso il brio e il vigore della gioventù, non s’era trovato mai a camminare così a bell’agio come in quel giorno. Appena furono fuor di porta, le guide sempre ferme, e la frusta sempre zitta.
— Tu hai un bel dire, quel che è stato è stato, — cominciò allora Michele — ma i’ ho paura che tu te ne voglia ricordare per un pezzo.