— Sì, come quello che s’è visto cascar la saetta accanto senza rimanere incenerito.

— Dio faccia che la tua salute non ne risenta. Tu t’affatichi a fare l’indifferente....

— Che ti pensi tu? l’ho pianto sai? Dell’ore da piangere ce ne sono state, e dimolte!

— Ed io avrò sempre il rimorso....

— Di che? se mai, i’ mi ricordo che tu non eri po’ poi tanto contento. Ma che cosa occorre tornar sul passato? Se tu ti affliggi di questo, per carità, non lo fare. Gli è che.... Michele, nessuno ci sente. I’ non vorrei che questa disgrazia ne tirasse dietro un’altra. Ma che cosa dico disgrazia! Per me la sarà stata una fortuna. Ma se colui si mettesse dintorno.... Dimmi, ti se’ tu avvisto di nulla?

— I’ stavo zitto io, perchè.... Ma tanto, prima o poi, tu l’avresti a sapere anche tu.

— Dunque non ho sbagliato.

— I’ stavo zitto per via di te.

— Per via di me? Figúrati! I’ penso a quella povera disgraziata io! Se la non arriva a conoscerlo in tempo! S’e’ sa fingere con lei come gli ha fatto con me!

— Che vuo’ tu ch’i’ ti dica? Suo danno!