— Diciamo che sia vero, benchè i’ direi più che altro che fosse colpa di poca esperienza; ma questi discorsi ora non ci hanno che fare. A ogni modo, se vi fu inconsideratezza tu l’hai scontata cara anche troppo. Ora vien qui, torniamo a quel ch’i’ dicevo dianzi. Vuo’ tu confidarmi?.... O piuttosto, hai tu gli assegnamenti per pagare la pigione? Scusa.... non te n’offendere; sa’ tu dove rivolgerti se mai ti mancassero? —

La Maria si diede a piangere, senza poter mettere assieme quattro parole di risposta. L’altra, confortandola, aspettò un poco; e alla fine:

— Sta’ quieta; domani il babbo va a pagare la pigione per sè, e ha già pensato per quella via di far un viaggio e due servizi col levarvi questo pensiero. Poi, a vostro comodo, senza stare a dire nè quando nè come....

— Ma questo è troppo! — esclamò allora con trasporto di tenerezza la Maria; — dopo tanti benefizi pagarci anche la pigione! Piuttosto, ecco fatto, ajutatemi a cavar dalle mani dell’ipotecario quelle po’ di gioje, giacchè i’ voglio credere che a venderle vi sia da ricavare....

— Bada, Maria, i’ ho sentito sempre dire che quando si va a vendere certe cose col bisogno alle spalle, e’ si perde ranno e sapone.[109] E poi non ci pensar più, non ti confondere con l’ipotecario, scordati del passato. Oh quanto pagherei a rivederti, come quando si diventò pigionali col tuo vestito di rigatino, attenta al telajo, senza metterti dintorno quello che non ci conviene! E’ si pena poco:[110] un fiore costa un quattrino, ma non sta bene a tutti. Per me tu sei la medesima d’allora, e io ti vo’ bene come prima; e quand’i’ ti veggo afflitta non ti so dire se ci patisco; ma credilo! se tu hai perduto la pace, la contentezza, io la do a quella smania.... tu m’intendi. E sai? A non sapersene liberare v’è anche il pericolo di sentirsi tirar fuori cattivo nome. —

A questo discorso la Maria fu tanto commossa, che non potette fare a meno d’abbracciare l’amica esclamando:

— Tu dici bene! la m’era venuta anche a me quest’idea; mi mancava il coraggio; tu me l’hai dato! —

E corse alla cassa, frugò in fondo sotto un fagotto di cenciucci, bellini all’occhio ma tutta tela di ragno, e cavò fuori il vestito di rigatino, dimenticato laggiù per tanto tempo.

— Sì, — diceva — con questo mi sentirò meglio. E’ mi par d’essere un’altra; questo, sempre questo! Benedetta te, che non hai messo da parte il rigatino! —

E si stringeva al seno quel modesto vestito, come si farebbe d’una cara persona che non si fosse rivista da qualche anno. Ma nello scoterlo cadde in terra un libricciòlo che v’era tramezzo. La Maria non seppe raccapezzare a un tratto che cosa fosse, e andava per raccattarlo; quando, riconosciutolo, e fatto il viso di mille colori, si rattenne stupefatta e quasi paurosa.