— È mio; l’avevo da tanto tempo!...

— Non te l’ho mai visto. —

E lo prendeva e lo strappava di mano alla ragazza. Quindi scartabellandolo più qua e più là s’imbattè in un punto dove il libro ammoniva le persone, e soprattutto i poveri, a non s’inviziare nel giuoco del lotto. Allora lo gettò via con disprezzo, dicendo:

— Voglio sapere chi te l’ha dato.

— Che c’è qualcosa di male?

— Obbedisci!

— Cintio, oggi tu mi fai paura. Mi merito io forse d’esser trattata così?

— O io? che cosa t’ho io fatto che tu abbia da venirmi fuori con de’ segreti?

— Per carità, non cominciamo co’ rimproveri! Stiamo zitti, che sarà meglio per tutt’e due.

— Dacchè ho messo piede in casa tua non me n’è andata una bene! E ora che sarei, posso dire, a cavallo,[114] peggio che peggio! —