— Che cos’è stato? — disse maestro Cecco al figliuolo.

— Vo’ conoscete il suo buon cuore; non dico altro.

— Eh! tu puoi credere se anch’io ci patisco. Ma no’ siam lì: quando proprio non vogliono! Quando se n’offendono! Ora mi dispiace doverglielo detto. I’ non credevo che la se n’avesse ad affliggere tanto. Gli è vero che l’erano amiche.... Sta tutto bene.... Ma, vedi, con te posso andar franco; tu devi essere spassionato.... Quel ragazzo, per non dir altro, ha fatto un diavoleto, una dicerìa contro di noi, come se no’ volessimo, che so io? metter su la fanciulla a dargli licenza.... E guarda con chi è andato a sfogarsi! Col padron di casa, che non gl’importa nè punto nè poco di queste ciance! Si può egli avere meno giudizio? T’assicuro io che ho durato fatica a non uscire da’ gangheri![116] E quasi quasi ho gusto che se ne vadano. Tanto, secondo quel che ha detto colui al padrone di casa, presto si mariteranno. Almeno quella povera ragazza non sarà più menata per bocca dal vicinato. E può darsi che a lui, dopo averla presa, ritorni quel po’ di giudizio che aveva prima che imparasse a conoscerla.

— Speriamolo!

— Dunque, senza stare a dir tutto alla tua sorella, tu vedi quanta prudenza ci vuole! Quel che si poteva fare noialtri, l’abbiamo fatto, mi pare. Nondimeno, quand’occorra son qua. Troppo sarebbe se in questo mondo si dovesse far servizio solamente a chi lo merita! Bisogna compatire l’ignoranza, l’inesperienza, e badar sempre che il giusto non ne soffra pel peccatore. —

Figuratevi se Michele era spassionato come credeva suo padre, e se quelle parole gli arrivarono all’anima! Nondimeno e’ fece di tutto per non gli dare a trapelar nulla, e tornò a nascondere in seno quel segreto che da un pezzo era solamente palese alla sua sorella. Questa giudicò subito che Cintio avesse fatto ogni cosa di proprio arbitrio, e diede nel segno. Sebbene accortamente ammonita da Michele a regolarsi con molta cautela, tuttavia si propose di cogliere la prima occasione che si fosse offerta per tentar di nuovo l’animo dell’amica. Passarono cinque o sei giorni senza che il caso le facesse incontrare insieme. In questo tempo Cintio concertò molte cose con la vecchia; scovò un ingarbugliatore,[117] un mezzano di scrocchi, per vendergli a pochi soldi le sue ragioni su quel meschino assegnamento lasciatogli dallo zio; e parendogli allora d’esser ricco, fece animo anche alla Maria, sicchè la non ebbe più ritegno a rimettersi in lui in tutto e per tutto. Sbrigatasi a cucir le camicie, le riportò all’amica in tanta fretta, che questa non ebbe tempo d’entrare in discorso di nulla; ed appena la vecchia potè fare due passi, Cintio condusse lei e la figliuola a veder la casa che aveva scelto per loro. Il quartierino era già spigionato; la vecchia ne rimase contenta, e in quattr’ e quattr’otto[118] messero mano a sgomberare.

L’addio tra le fanciulle in apparenza fu freddo; ma l’Anna era piena d’afflizione, e le pareva che la sventurata andasse proprio a precipitarsi senza che a lei rimanesse alcun verso per soccorrerla. La Maria non aveva parole fatte, in parte per essersi abbandonata alla speranza di diventar presto moglie di Cintio, giacchè quella volta sembrava ch’e’ dicesse davvero; in parte per quel rammarico quasi superstizioso che nasce quando si va via da una casa dove abbiamo passati molti anni, gli anni più belli della vita, come se quel cambiamento ci dovesse portare disgrazia, o fosse un distacco dagli affetti dell’età innocente, un oltraggio alle dolci ricordanze che ci vengono anche dalle nude pareti. Le fanciulle si diedero un bacio, ma i’ non vi so dire che cosa le provassero in quel momento! La vecchia non rifiniva di ringraziare; e, poveretta, sebbene mal prevenuta contro i pigionali, chi sa da quali fandonie di Cintio, pure i suoi ringraziamenti erano sinceri ed affettuosi, e le fecero spremere qualche lagrima. Michele e maestro Cecco dissero poche parole nel momento della separazione; quasi punte quando furono rimasti soli. In seguito ognuno si diede a mostrare scambievolmente d’aver dimenticato le pigionali, ma non era vero. E Dio volesse che i loro taciti voti fossero poi stati esauditi!

Dopo quella separazione, le giovani tessitore non s’incontrarono più neanche dal mercante; e solo in capo a qualche settimana Michele seppe che la Maria era stata sposa di Cintio, e non si curò d’altro, nè di parlarne all’Anna. Ma lei ebbe la stessa notizia dall’avviatora; e di più questa donna con la lingua affilata bene, con una chiacchiera da tenere addietro un avvocato:

— Per una certa congiuntura gli avranno avuto fortuna — aggiungeva, — ma che import’egli? e’ si son fatti anche scorgere nondimeno!

— Basta che gli abbiano avuto fortuna, come vo’ dite; non m’importa del resto.