— Uh! che male fo io a dirvi come l’è andata? E’ non c’era principio di conclusione; sempre il casetto per tirare in lungo; ma tutt’a un tratto, vo’ l’avrete sentito dire anche voi, una signora, per non so che festa, dà la dote a due ragazze, ridete! a patto che le si maritino per l’appunto in quel giorno. E lui, subito a metter di mezzo persone da ogni banda per fare aver questa dote alla Maria: e vi riescì, e stiacciò tutto l’affare[119] così su due piedi. Oh! con le su’ spacconate da bravazzone, col su’ baco[120] di grandezza e di lusso, un bell’onore! E poi un desinare spropositato, in campagna, con l’invito a una tregenda[121] di que’ soggettini che vo’ sapete, e scialo di vestiti, di svaghi alla smargiassona.... Insomma il lupo perde il pelo, il vizio mai; di lì a pochi giorni s’era ridotto al verde, dopo aver fatto più spropositi che non ha foglie maggio; sicchè la dote.... mi spiego? — soffiando sulla palma della mano — tabula rasat. Ecco il bel frutto d’una carità estrosa come quella. Una dote, non dico.... l’è sempre una carità fiorita; ma vedete voi che razza di matrimonio per godersi que’ pochi! Un giorno contenti come pasque, e poi alla fin del salmo, le tenebre per casa, e più tribolati di prima; un branco di figliuoli come le dita e rilevati male; punto giudizio, che dovrebb’essere il capo essenziale; litigi un dì sì e un dì sì, e tutto a traverso. L’è pure la gran passione, figliuola! Io per me, se fossi una signora che volessi dare la dote, invece di quattrini, una botteguccia, un telaio, o qualche altro arnese da mestiere; e poi gli sposi meschinelli, i’ li vorrei prima conoscere ben bene da me; e dare il tempo di concertar le cose con garbo perch’e’ non avessero a metter le mire troppo alte quando la scala non v’arriva. Ormai, i’ n’ho visti tanti di questi matrimoni abborracciati con gli assegnamenti che non servon neanche a mezza via! Come l’Ammannato «i quattrini son finiti, e il tempo è avanzato.» E poi chi li leva dagli stenti? Oh! s’e’ ne va uno bene gli è proprio miracolo!... —

L’avviatora voleva riportare altre chiacchiere o esagerate o false, un guazzabuglio dal quale veniva anche intaccata l’onestà di Cintio e forse quella della sua moglie; ma l’Anna le troncò le parole in bocca, ammonendola a non credere poi tanto al male che si dice di questo e quello, ed a non spandere le ciarle a danno del prossimo.

— Io li conosco bene tutt’e due.... — soggiungeva.

— Sie guà! ditelo a me! E dopo l’azione ch’e’ v’hanno fatto, i’ mi maraviglio che vo’ la ripigliate per loro. Quando la bontà passa la parte, i’ la chiamerei buaggine,... a casa mia.

— Appunto per questo; s’i’ non li conoscessi bene non fiaterei. Ma la verità sempre a suo luogo: se v’è del guaio e’ dipende tutto da inconsideratezza e dal bazzicar male, e non importa andare a dirlo al popolo ed al comune. E poi, le cose sapute in iscorcio, vo’ non dovete mai correre a crederle, e molto meno a raccontarle se anche le fossero da potersi dire senza far pregiudizio al terzo ed al quarto. D’avanzo no’ siam menati per bocca da chi ha sulla cuccuma i poveri,[122] da chi non vorrebbe confinare con noi! La sarebbe agra ch’e’ ci si avesse a dar l’asce su’ piedi[123] da noi medesimi!

— V’avete ragione; la mi torna, anche a me mi piace d’essere schietta, e non mi voglio aggravar l’anima. Oh! prima di buttar fuora una proposizione ci penso, sapete? E so ch’i’ so che se mettiamo la mano al petto, anche noi la si leva lebbrosa. Nulladimeno ognuno è figliuolo delle sue azioni; e bisogna poi vedere di chi si parla. Sicuro, di voi e de’ vostri uomini com’essere, che vo’ siete benedetti, non c’è da dirne altro che un mar di bene!

— I miei uomini hanno giudizio....

— E buon cuore; e vo’ tirate da loro, e tutti lo sanno, sapete? E ben vi sta, che vo’ non abbiate astio a una regina. Benedetta quella mamma che v’ha fatto!

— I’ ho avuto l’esempio in casa, è naturale ch’i’ cerchi di fame pro.

— Badiamo veh! L’esempio sempre non basta. E ognun ch’è ritto può cadere. Che v’è egli da dire della Teresa mia cognata? La si strascica un po’ troppo per le chiese, a dirvela tonda tonda, ma poi l’è una coppa d’oro. Nulladimeno quella pettegola muffosa[124] della su’ figliuola.... quando la mamma non è in casa, non passa una mosca che la non sia subito alla finestra; e spesso fuori a giostroni[125]....