Per quella via, giacchè i vecchi erano insieme, pensarono anche al rimanente, e siate pur certi che si trovarono d’accordo nell’atto. Se non che ragionando del giorno per le nozze, maestro Cecco avrebbe preso un tempo più lungo, e maestro Antonio a fatica gli dette un mese, perchè la moglie gli rammentò che a’ tempi de’ tempi era stato fatto così anche per loro.

— Codesto non importerebbe nulla — diceva egli; — e poi noialtri non ci s’era visti neanche alla lontana. Ma qui muta specie: questi figliuoli ormai si conoscono. Ma per non parere ostinato, pigliatevi un mese dal giorno dell’Esposizione, ecco fatto.

— Bravo! — rispose maestro Cecco ridendo, — allora non è più di qui a un mese. Tu me lo vuoi dare sbocconcellato. Ma sta’ zitto; i’ l’ho caro, perchè la ricorrenza di quel giorno è di buon augurio per un matrimonio. L’industria premiata e la stima de’ conoscenti.... i’ non cercherei altri testimoni per la scritta di nozze.

— Ehi! se s’avesse a pigliar regola da questo, gli anderebbe contato il mese dal giorno che l’avviatora venne qui a ragionarci delle virtù della vostra figliuola. —


La domenica dipoi era una giornata delle più serene che si fossero viste in quella stagione. La mattina presto, secondo il solito, maestro Cecco andò con la figliuola a sentir messa in santa Lucia sul Prato, e poi tornando a casa per far colazione vi trovarono anche Michele. Quel buon giovine, che era ben veduto nello spedale, poteva avere il permesso facilmente, quantunque non abusasse mai di questo favore a pregiudizio del proprio dovere nè dei poveri malati, che trovavano tanto sollievo nella sua prontezza amorevole e diligente. L’Anna, a vederlo in casa a quell’ora, vestito come quando egli andava a spasso, allegro e sorridente:

— Che novità è ella questa? Oggi che è giorno di scialo?

— Tu non lo vedi il bel tempo? Chi non anderebbe a spasso?

— Ma bene! Dunque tu verrai con noi! Anche il babbo ha intenzione di far due passi alle Cascine.

— Appunto i’ son qui per questo.