— Forse le nottate che tu hai fatto.... Lavoravi forse di nascosto a me....

— Già.... lavoravo.... sicuro.... di nascosto a te.... per guadagnare di più, e giocarmeli.... Oh! finalmente l’è andata bene.... Ora mi riposerò.... Non ci pensiamo più.... Pensiamo a goderceli.... cioè.... adagio! Ci vuol giudizio.... I’ li vo’ mettere a frutto.... i’ vo’ fare il signore.... Vedrai, vedrai.... E intanto, sì, è giusta, povera Carolina!... Ora posso dire, son ricco; chiedi e domanda.

— Dunque non farai più le nottate fuori di casa.

— No!

— Ora son contenta davvero! Ora tu mi dài una consolazione....

— Ma io dicevo che se tu hai qualche voglia.... Animo! Una parte di questi denari son tuoi....

— Oh! io, quando tu mi vuoi bene, quando ti vedo contento, quando tu ritorni a vivere come prima, casa e bottega....

— Sì, sì! Ma non basta; i’ ti vo’ fare un regalo, e un regalo co’ fiocchi!

— Giuseppe! Tu vuoi farmi davvero un regalo gradito? Darmi una vera consolazione?

— Ma sì!