— E sapete? se i’ l’avessi portato al concorso senza farvi prima le correzioni che voi mi suggeriste, il premio non sarebbe toccato a me. Vi sarebbe stato il disegno d’un altro concorrente, che avrebbe avuto meno difetti del mio. Dunque vi ringrazio, e da ora in poi....
— No, non mi ringraziare d’aver dato mano a commettere un’ingiustizia.
— Oh! un’ingiustizia! perchè?
— Tu mi dici che non avresti superato il compagno se non ti fossero state suggerite quelle correzioni. Il compagno non avrà avuto chi gli facesse questo servigio.
— Capisco; ma voi non sapete che quel tale è nipote d’un altro professore dell’Accademia, e che tutti asseriscono che il disegno era stato condotto più dal professore che da lui.... E perciò il mio trionfo è stato più bello: chè ognuno si maravigliava che io avessi avuto maggiore abilità di un professore.... Ma che cosa dico? io no.... voi, caro Nicodemo; e non mi darete ad intendere d’esser buono soltanto a intagliare cotesti pezzi di legno. —
Nicodemo non seppe trattenere un sospiro.
— Voi sospirate? Dunque.... Oh non pretendo d’essere messo a parte dei vostri segreti; ma....
— Io sospiro, ragazzo mio, vedendo che non ci è verso di rispettare tra noi la giustizia; e pensando che vi possa forse essere un professore sì poco abile nel disegno, da doversi mettere a confronto con me....
— Eppure, se sapeste tutto quello che ho udito dire di certi prof....
— No, no! lasciamo questo discorso: non mi piace di far giudizj cattivi sulle parole degli altri, e molto meno di udirli in bocca di un giovinetto, di uno scolare. Tu studia, fa’ il tuo dovere, e non pensare ad altro.