[352]. Però Ottone Visconti, milanese, con molti combattenti per lo stesso re, in quella strage cadde con morte che dolorosissima riuscì a coloro che la città milanese e quella chiesa amavano.
[353]. Landulph. Jun., cap. 18.
[354]. Gerusalemme liberata, canto I, stanza 53.
[355]. I Milanesi ancora, mentre questo imperatore per la via di Verona incamminavasi nella Germania, colla spada e col fuoco e con diversi strumenti, dai fondamenti distrussero Lodi, seconda città della Lombardia.
[356]. Landulph. Jun., cap. 18.
[357]. Tom. I, part. 2, pag. 235.
[358]. Il giorno settimo delle calende di giugno dell'anno MCXI fu la città di Lodi presa dai Milanesi.
[359]. Nell'anno MCXI, il giorno settimo avanti le calende di giugno, fu distrutta la città di Lodi, e giacque per anni XLVIII.
[360]. Ben a ragione il prudente lettore avrebbe desiderato maggiori notizie intorno alla distruzione di Lodi; ma è duopo che con meco passi oltre, giacchè, sebbene io abbia fatte diligenti ricerche, alle mie mani non giunsero informazioni più copiose. Egli è certo però che dure leggi e servitù disdorosa furono ai vinti imposte; ed atterrati tutti gli altri edifizi e le mura della città, appena lasciati furono ai miseri cittadini per loro abitazione quartieri simili a quelli delle campagne e tuguri dei poveri; e fu reputato grandissimo vantaggio che i vincitori lasciassero un quartiere detto Piacentino, nel quale ogni otto dì si continuasse il solito mercato; ma lecito non era il fare alcuna vendita, nè il contrarre matrimonio, nè l'uscire in pubblico dopo il tramontare del sole, nè l'uscire da certi confini, senza avere riportato l'assenso del magistrato milanese; se alcuni tenuto avessero appena qualche discorso segreto, sospetti tosto di nuove trame, puniti erano con una multa in danaro, o percossi con bastonate; per le quali calamità sdegnati moltissimi, vollero piuttosto recarsi in diversi luoghi in esilio, ed in perpetuo vivere lontani dai patrii confini.
[361]. Tristan. Calch. Mediol. Hist. Patr., lib. VII, pag. 149.