[362]. Giulini, tom. V, pag. 355.

[363]. Ai consoli, ai capitani, a tutta la milizia e a tutto il popolo milanese. — Inclita città di Dio, conserva la libertà, affinchè tu ritenga del pari la dignità del tuo nome, poichè fintanto che ti sforzerai di resistere alle potenze nemiche della Chiesa, godrai dell'aiuto di Cristo Signore, autore della vera libertà.

[364]. Martene, Collect. Veter. Scriptor. et monument., tom. I, pag. 640.

[365]. Gli ordinari adunque, e i sacerdoti decumani, e tutti gli altri che papa Innocenzo II favoreggiavano e insidie tendevano a codesto arcivescovo, il danaro loro prodigarono, e lo diedero ad uomini periti della legge e de' costumi, ed a guerrieri. Laonde lo stesso arcivescovo forzato fu ad entrare in discorso col popolo, affinchè colle persone da esso scomunicate, della scomunica contendesse. E mentre egli attendeva saette, o parole offensive intorno alla scomunica giusta o ingiusta, il primicerio Nazaro, uomo di mirabile astuzia, con prolisso sermone generò la noia tra gli uditori di quel discorso. L'arciprete Stefano però, che si cognominava Guandeca, vedendo il primicerio suo tenere sì fastidioso ragionamento, alzò la voce, e in questo modo prese a parlare contro l'arcivescovo: Io ti dirò quello che costoro non ti dicono, cioè che tu sei eretico, spergiuro, sacrilego e reo di altri delitti che non debbono in questo luogo annoverarsi. Queste cose udite avendo all'improvviso l'arcivescovo, stupito rimase. Quell'arciprete però, avendo nelle mani il testo degli Evangeli, giurò che intorno alle rose da esso asserite di quell'Anselmo, che dicevasi della Pusterla, starebbe al giudizio del vescovo di Novara e di quello di Alba, che erano tra i suffraganei della chiesa di Milano. I consoli di Milano adunque, affine di conciliare le parti, stabilirono che essi e gli altri suffraganei venissero. Per questo in un determinato giorno, non solo i suffraganei concorsero, ma molti puramente vestiti di rozza ed incolta lana, e col capo raso in modo insolito. E vedendoli quell'arcivescovo congregati, e che al popolo sembravano angioli venuti dal cielo, disse al popolo medesimo: Tutti quelli che voi vedete in questo luogo con quelle cappe bianche e grigie, tutti sono eretici. Quindi la plebe ignara ed i congiurati suscitarono guerra, affine di cacciarlo e di deporlo. In quel giorno però resistere non poterono alla spada di Anselmo. Ma verso la metà della notte, sparso essendosi molto danaro, la truppa validissima del primicerio e del prete Stefano, sul far del giorno, lo stesso Anselmo cacciò dalla sede.

[366]. Landulph. Junior., cap. 41.

[367]. Il papa ebbe a sua disposizione un messaggiero tanto idoneo a queste faccende, quanto lo fu Bernardo, abate di Chiaravalle.

[368]. Veramente, ad insinuazione di questo abate, tutti gli ornamenti ecclesiastici, in oro, in argento, in vesti che nella chiesa della città stessa vedevansi quasi da quell'abate guardati con disprezzo, chiusi furono negli scrigni.

[369]. Landulph. Junior., cap. 42.

[370]. Io domani monterò sul mio palafreno, e s'egli mi porterà fuori delle vostre mura, non sarò per voi quello che voi chiedete; e in questo modo da Milano partì.

[371]. Landulph. Junior., cap. 42.