[439]. Lib. II, cap. 42.
[440]. Pag. 327.
[441]. Federigo, per grazia di Dio imperatore de' Romani e sempre augusto. Crediamo che la prudenza vostra sia informata che un dono così grande della divina grazia, a lode e gloria del nome di Cristo, tanto evidentemente conferito al nostro onore, non può rimanere occulto o nascondersi come cosa privata. Il che noi significhiamo all'amor vostro ed al vostro desiderio, affinchè possiamo tenervi, siccome carissimi e fedeli, così ancora partecipi dell'onore e della gioia nostra. Imperocchè il dì seguente alla festa della Conversione di san Paolo, Dio ci accordò compiuta vittoria di Crema, e così gloriosamente di essa abbiam trionfato, che appena a que' miseri abitanti concedemmo la vita. Conciossiachè le leggi tanto divine quanto umane attestano che propria del principe è la somma clemenza.
[442]. Vicende di Milano con Federico I, imperatore, pag. 55.
[443]. Per ciascuna parrocchia della città elette furono due persone, e tre di queste da ciascuna porta, delle quali una io fui, affinchè, secondo l'arbitrio loro si vendessero le vettovaglie e il vino e le mercatanzie, e il danaro si dêsse a prestito, il che ridondò a ruina della città.
[444]. Hist. Rer. Laudens. Rer. Italic. Script., tom. XI, col. 1094.
[445]. Tutti afflitti erano dalla fame e dall'inopia; il marito, snudando la spada, assaliva la moglie, il suocero la nuora, il fratello l'altro fratello, il padre il figliuolo, perchè frodati dicevansi del pane, e dappertutto udivansi discordie domestiche e private contese.
[446]. Trist. Calch. Hist. Patr., lib. 10, pag. 209.
[447]. Appianiamo le fosse, dirocchiamo le mura, distruggiamo tutte le torri, e tutta la città traggiamo a ruina ed a desolazione.
[448]. In Dacherii Spicil., tom. V. — Pagi, Crit. Baron. ad annum 1162, num. 26.