[449]. Poscia le mura della città e le fosse e le torri furono a poco a poco distrutte, e così tutta la città di giorno in giorno venne sempre ridotta a ruina e a desolazione.
[450]. Il popolo viene espulso dalla città: il muro tutto all'intorno atterrato: gli edifizi sono spianati al suolo, eccettuati i templi dei santi.
[451]. Pistor. Nidan., Rer. German. Script., Ratisponae, 1751, tom. I, pag. 678.
[452]. I Milanesi, spinti dall'assedio, dalla fame, dall'inopia, dalla discordia, per mezzo di ambasciatori chieggono dall'imperatore misericordia.... l'imperatore, che proposto erasi di farli perire con diversi supplizi, a terrore degli altri, accordando loro la vita e concedendo che seco portassero quanto potevano delle cose necessarie, li disperse nelle province in modo che facoltà non avessero di rientrare nella città; quindi comandò che i suoi soldati nella città entrassero, e si distruggessero le mura, le torri, gli alti e superbi palazzi, e tutti gli edifizi.
[453]. Nella stessa raccolta del Pistorio, tom. I, pag. 914.
[454]. I Milanesi, stretti già da quattro anni d'assedio dal re e dall'esercito italico e teutonico, dopo molte illustri imprese di militare audacia, finalmente, attediati dalle calamità e dall'inedia, piuttosto che vinti dalla forza delle armi, supplichevoli stendono le mani all'imperatore, sè stessi e tutte le cose loro cedendo al regio potere. Ricevuti adunque alla dedizione gli ottimati e il popolo, il re, colle aquile vincitrici e con grande concorso di popolo, entrò verso la domenica delle Palme, e, conceduto avendo ai cittadini la vita e il possedimento di tutte le loro suppellettili, per di lui ordine si spianano le fortificazioni, le mura, le torri e qualunque luogo munito; gli altri edifizi, eccettuata la chiesa matrice e le altre chiese, vengono dalla vorace fiamma consunti, e quella città opulentissima... si spiana sino al suolo.
[455]. I Milanesi, dopo l'eccidio della loro città, in vigore di editto imperiale, quattro borghi nei quattro diversi punti fabbricarono.
[456]. Manckenius, Scriptores Rer. Germanicar., Lipsiae, 1730, tomo III, columnis 220 e 222.
[457]. Le mura della città abbatte e tutto spiana al suolo.
[458]. Nella citata raccolta del Menckenio, allo stesso volume, colonna 1708.