[593]. Tom. VIII, pag. 192, 219, 236 e 249.

[594]. Giulini, tom. VIII, pag. 247.

[595]. Corio a quell'anno.

[596]. Giulini, tom. VII, pag. 134.

[597]. Detto, tom. VIII, pag. 247 e 286.

[598]. Sotto l'interdetto dei divini uffizi rimasta era la città di Milano per la contesa colla quale la famiglia dei Maravigli sembrava ingiustamente opprimere il priore di Pontida.

[599]. Calch. Hist. Patr., lib. 17, pag. 376.

[600]. Tom. VIII, pag. 334 e 335.

[601]. Il Castel Seprio si distrugga, e distrutto si mantenga in perpetuo, nè alcuno ardisca presumere di abitare su quel monte.

[602]. Siccome in tutte le cose sembrava entrare il sospetto, dubitava altresì che nuove trame nelle adunanze si macchinassero, e per questo comandò che coorti armate giorno e notte la città girassero, e provvedessero che riunione non si facesse tra i cittadini.