Ci rimane un testimonio autentico della rozza imperizia di quel principe nelle monete battute durante il suo governo, nelle quali per lo più è scolpito il nome Filipus con due errori nel suo medesimo nome. Un altro solenne monumento ne abbiamo nella barbara poesia sotto la statua di Martino V, giacchè sotto di un principe colto non si sarebbero posti i versi seguenti:
Cerne, viator, ave, hic stat imago simillima papae
Qui bonus Ecclesiam Martinus in ordine quintus
Pastor alit tibi, Roma, etc...
Carminis est Bripius Joseph, ordinarius, auctor,
Doctor canonici juris, sacraeque magister.
Teologiae, etc.,[204]
come più diffusamente può vedersi nel Duomo, ove in segno d'onore venne collocata sopra la barbara iscrizione la non meno barbara statua, di cui si legge:
... Ast hic praestantis imaginis auctor
De Tradate fuit Jacobinus, in arte profundus,