[177]. Veggasi il Poema del P. Enrico Barelli, De Alberico VII, in Milano presso Marelli, 1782.
[178]. Rer. Ital., tom. XVI, colum. 1021 et sequ.
[179]. Il nostro duca impose taglie, convenzioni e prestiti così grandi e continui ai sudditi suoi entro il suo dominio, che forzati erano essi ad andare vagando in terre straniere, capaci non essendo a sostenere quei pesi, e si udirono gli urli delle vedove e degli orfani e degli altri singoli, e grande strepito degli inferiori, ed immense crudeltà. E coloro che pagare non potevano, ritenevansi prigioni, e i loro beni usurpati erano dagli stipendiati.
[180]. Annal. Mediol., ad ann. 1401.
[181]. De Monet. Ital., tom. III, pag. 59.
[182]. Giulini, tom. XI, pag. 521.
[183]. All'anno 1387.
[184]. Andrea Biglia, lib. 2, col. 29. — Corio, all'anno 1406.
[185]. Tom. VII, pag. 612.
[186]. Contra di molti adoperò quel genere di nefanda strage che si eseguiva aizzando ai cani, tanto sitibondo di sangue, che, senza spargerlo, non lasciava un solo giorno passare.