[197]. Decembrio, cap. 68; e Stella.
[198]. Quest'Alberico aveva per suo avo l'altro del quale ai fece menzione alla pag. 127. Si era confederato col duca; e siccome con ciò egli esponeva le proprie terre della Romagna (come in fatti vennero poi conquistate dalle armi pontificie), così Filippo Maria gli diede la signoria e contea di Belgioioso col castello, pro aliquali rependio, come leggesi nel diploma. Per assicurarsi poi che i Barbiani non ricuperassero i loro Stati, il papa investì della contea di Lugo la casa d'Este, già dipendente pel marchesato di Ferrara. Chi ha considerata la concessione di Belgioioso come una beneficenza del duca Filippo Maria, non ha posto mente a questo fatto. Pur troppo è vero che il duca non beneficò mai costantemente un uomo di merito.
[199]. Donato Bosso, all'anno 1444.
[200]. De studiis Mediol., cap. VIII, pag. 34.
[201]. Biblioth. Script. Mediol., ubi de Philippo Maria Vicecomite.
[202]. Nè sprezzò egli, nè tenne in onore e in pregio gli uomini addottrinati negli studi delle lettere e delle scienze, e maggiormente ammirò, di quello che ei coltivasse la loro dottrina.
[203]. Decembrio, cap. 42 et seg.
[204]. Salve, o viaggiatore, vedi, qui sta l'imagine somigliantissima di quel papa Martino, quinto nelle serie, che, buon pastore per indole, resse la Chiesa a te Roma, ec... Autore di questo carme è Giuseppe Brivio, ordinario, dottore di gius canonico e maestro di sacra teologia, ec.
[205]. Ma l'autore di questa insigne immagine fu Giacobino di Tradate, profondo nell'arte che io ardirei dire non minore, ma bensì maggiore di Prassitele.
[206]. Tom. XII, pag. 438.