[209]. Lattuada, tom. IV, pag. 7, e tom. V. pag. 261 e 433. — Giussani, Vita di S. Carlo, lib. III, cap. I.

[210]. Bescapè, opera citata, pag. 56, e gli altri storici contemporanei.

[211]. Oltrocchi, nelle Note alla Vita latina di S. Carlo, lib. II, cap. XIV, col. 144, nota d.

[212]. Praesidiis ante paratis, si quis forte promulgationi vellet resistere (Predisposti i mezzi pel caso che alcuno volesse per avventura resistere al bando.): Bescapè, pag. 55.

[213]. Res longe gravissima iis (Praepositis) videbatur ex eo statu quem sibi proposuerant cum ei se Ordini addixerunt, ademptis beneficiis quae consueta coeterorum via obtinuerant, tantis detractis commodis et facoltatibus, ad eam vitam compelli, in qua et tenue esset quo quis uteretur, et idipsum non esset proprium, quaeque severis altis contineretur institutis. Nihil enim minus sive ipsi, sive parentes iis dignitatibus quaerendis fortasse spectaverant, quamvis spectare debuissent, quam monasticam coenobiticam disciplinam. Sed quemadmodum vulgo de aliis fieri solet sacerdotiis quae legibus eiusmodi coenobiticis libera sunt, id sibi suisque comparare plerumque studuerant, quod vitae commoditati nobilitatique sustentandae deserviret. Cognati quoque ipsi, qui Praepositorum opes ad familiae suae splendorem pertinere videbant, casque ad juniores eiusdem familiae deinceps transferendas sperabant, sancitas leges, quantum poterant, dissolvere conabantur (Sembrava loro (a' Proposti) cosa eccessivamente gravosa che da quella condizione la quale si era proposta quando abbracciarono quell'ordine, tolti loro i benefizi, che avevano per la consueta via di tutti gli altri ottenuti, e levati loro tanti commodi e facoltà, fossero ridotti a quella vita in cui e tenue era ciò che da ciascuno doveva usarsi, e quest'esso non proprio, e la quale veniva raffrenata da altre severe istituzioni. Imperocchè a nulla avevano, sia essi che i loro parenti, mirato meno nel ricercare queste dignità (benchè avessero dovuto mirarvi) che alla monastica cenobitica disciplina. Bensì come suole comunemente avvenire rispetto agli altri sacerdozi, che da siffatte cenobitiche leggi sono liberi, avevano per lo più posto la mira a procacciarsi tal cosa che giovasse a sostentamento dei comodi della vita e della nobiltà. I congiunti altresì, che le ricchezze dei proposti vedevano rivolte allo splendore delle loro famiglie, e speravano quelle trasferire in appresso ad altri più giovani delle stesse famiglie, sforzavansi di mandare a vuoto, per quanto potevano, le stabilite leggi). Bescapè, pag. 56. — Vedansi anche il Bossi, Vita latina di San Carlo, lib. II, cap. XIV, col. 145-146, e Bugati, Storia Universale, lib. VIII, pag. 1079.

[214]. Bescapè, pag. 40.

[215]. Idem, pag. 42 e 49.

[216]. Idem, pag. 65, 66 e 68.

[217]. Tiraboschi, Vetera Humiliatorum Monumenta, tom. I, dissert. VIII. De Humiliatorum extinctione, pag. 416.

[218]. MS. esistente nella cospicua collezione del signor principe Belgioioso d'Este, che ha per titolo: Processo per la coniura fatta dai frati Umiliati, ec.