[279]. L'editto, pubblicato dal Lattuada (Descrizione di Milano, tom. III, pag. 322), è il seguente: «Avendo alcuni temerari o scellerati avuto ardire di andare ungendo molte porte delle case, diversi catenacci di esse e gran parte dei muri di quasi tutte le case di questa città con unzioni, parte bianche e parte gialle, il che ha causato negli animi di questo popolo di Milano grandissimo terrore e spavento, dubitandosi che tali unzioni siano state fatte per aumentare la peste che va serpendo in tante parti di questo Stato; dal che potendone seguire molti mali effetti et inconvenienti pregiudiziali alla pubblica salute: a' quali dovendo li signori presidente e conservatori della Sanità dello stato di Milano per debito del loro carico provedere, hanno risoluto, per beneficio pubblico e per quiete e consolazione degli abitanti di questa città, oltre tante diligenze sin qui d'ordine loro usate per mettere in chiaro i delinquenti, far pubblicare la presente grida, con la quale promettono a ciascuna persona di qualsivoglia grado, stato e condizione si sia, che nel termine di giorni 30 prossimi a venire dopo la pubblicazione della presente metterà in chiaro la persona o le persone che hanno commesso, favorito, aiutato, o dato il mandato, o recettato o avuto parte o scienza, ancorchè minima, in cotal delitto, scudi ducento de' denari delle condanne di questo tribunale; e se il notificante sarà uno de' complici, purchè non sia il principale, se gli promette l'impunità, e parimente guadagnerà il suddetto premio. Et a questo effetto si deputano per giudici il signor capitano di giustizia, il signor podestà di questa città et il signor auditore di questo tribunale, a' quali o ad uno di essi averanno da ricorrere i propalatori di tal delitto, quali, volendo, saranno anche tenuti secreti. Dat. in Milano 19 maggio 1630.
Firm. M. Antonius Montius Praeses.
Sott. Jacobus Tagliabos. Cancellar.»
[280]. Veggasi la citata opera del conte Verri: Osservazioni sulla tortura, ec.
[281]. Ripamonti, pag. 64.
[282]. Darò qui la studiata e non inelegante iscrizione latina che leggevasi scolpita in una gran tavola di marmo, e il faccio ancor più volentieri perchè nella prima edizione della citata opera Sulla tortura, contro la manifesta intenzione dei tre superiori magistrati che sancirono quel legale assassinio, è mancante de' loro nomi, e così mutila fu poscia ristampata.
Hic vbi haec area patens est
svrgebat olim tonstrina
Jo. Jacobi Morae
qui pacta cvm Gvlielmo Platea pvb. sanit. commissario
et cvm aliis conspiratione
dvm pestis atrox saeviret
laethiferis vngventis hvc et illvc aspersis
plvres ad diram mortem compvlit
mos igitvr ambos hostes patriae ivdicatos
excelso in plavstro
candenti privs vellicatos forcipe
et dextra mvlctatos manv
rota infringi
rotaeqve intextos post horas sex jvgvlari
combvri deinde
ac ne qvid tam scelestorvm hominvm reliqvi sit
pvblicatis bonis
cineres in flvmen projici
senatvs jvssit
cvius rei memoria aeterna vt sit
hanc domvm sceleris officinam
solo aeqvari
ac nvmqvam in postervm refici
et erigi colvmnam
qvae vocetvr infamis
idem ordo mandavit.
procvl hinc procvl ergo
boni cives
ne vos infelix infame solvm
commacvlet
m dc. xxx. kal avgvsti.
R. justitiae capitaneo
Jo. Batt. Vicecomite.
Praeside senatus ampliss.
Jo. Babt. Trotto.
Praeside pubblico sanitatis
Marco An. Montio.