[95]. Che non ricusi di dare alcuna fede, alcun giuramento, alcun numero di ostaggi, purchè in libertà possa ricuperarsi; perciocchè facilmente potrà impetrare l'assoluzione del giuramento del pontefice massimo, capo della congiura, il quale ultroneamente egli stesso quell'assoluzione concederà.

[96]. Pag. 173.

[97]. Guicciard., lib. XVI, fogl. 473, tergo.

[98]. Pag. 177. Sibi esse in animo, si qua ratione iniri possit, Italiam a crudeli dominata et intolerabili avaritia Barbarorum in libertatem asserere; de quorum in Italos anime, fideique eorum in se opinione, si non aliunde Marchio didicisset, lamen domestico, suoque exemplo potuisse nuper edoceri, cum de transvehendo in Hispaniam Gallorum Rege tam diligenter fuisset a Carolo Caesare celatus, propter suspectam ipsius, ut caeterorum Italorum, fidem. Qua Barbarorum suspicione Itali, si qua ratio dignitatis haberetur, satis sui officii admoneri possent; nam cui dubium esse suspicionem illum ex timore barbarorum ortam, ne Itali resipiscant aliquando, et vires suas orbi reliquo, adsit modo concordia, non tolerandus agnoscant, et memores veteris majorum glorias, unanimes ad arma concurrant, et Italiam, ab ipsis Barbaris servitute oppressam, vindicent in libertatem?

(Avere in animo, se in qualche modo far si potesse, di liberar l'Italia dalla crudele dominazione ed intollerabile avarizia de' Barbari; del cui animo contro gl'Italiani e della opinione che quelli avevano della loro fede, se il marchese non ne fosse altronde ammaestrato, avrebbe potuto con domestico ed anzi suo proprio esempio recentemente istruirsi, quando fu così diligentemente tenuto al buio da Carlo cesare intorno al trasportare in Ispagna il re di Francia, a motivo della sospettata fede di lui e degli altri italiani. Dalla qual sospezione de' Barbari gl'Italiani, se alcun riguardo di dignità si avesse, sarebbero abbastanza avvertiti del dover loro, imperocchè a chi poteva esser dubbio nascere quella sospezione dal timore concepito dai Barbari che gli Italiani non faccian senno una volta e conoscano essere le proprie forze, perchè siavi fra loro concordia, irresistibili al resto del mondo e memori dell'antica gloria dei maggiori, corrano unanimi all'armi, e rivendichino in libertà l'Italia, oppressa dal servaggio degli stessi Barbari?)

[99]. Praemium suae virtutis, consensu Italiae, regnum Neapolitanum accepturus: (Che ricevuto avrebbe, col consentimento dell'Italia, in premio del suo valore il regno napoletano): Sepulveda, pag. 178. Notisi che il Pescara era italiano bensì, ma la casa d'Avalos, originaria di Catalogna, era spagnuola, stabilita in Napoli dagli avi suoi sotto Alfonso I, avanti la metà del secolo XV.

[100]. Lib. XVI. pag. 447.

[101]. Gaillard, Vie de François I, tom. III, pag. 317.

[102]. Il pontefice, con alcuni argomenti fallaci, ma dedotti da una specie di diritto, si sforza di persuadere al marchese, che piamente e santamente poteva da esso commettersi quella sceleratezza.

[103]. Sepulveda, pag. 181.