— Che la nostra Unione democratica in apparenza mostrava rette tendenze, ma che occultava perversi disegni, e volle che gli precisassi il senso della parola miglioramento sociale, da me usata nel precedente esame — poi pretendeva che io gli porgessi il nome di tutti i soci.

A tutto ciò risposi che la Unione democratica ravennate erasi instituita per mettere in accordo i liberali del 59 con quelli del 49 — che non aveva altri intenti che quelli determinati dal suo statuto, resi di pubblica ragione colla stampa — che la espressione miglioramento sociale spiegavasi da sé, né potendo denotare cambiamento non doveva essere di pregiudizio a chicchessia — e che la Società avendo sempre agito alla scoperta, senza alcun mistero, era pienamente nota alla polizia, a cui poteva rivolgersi per ottenere la lista di coloro che la costituivano.

In seguito il Giudice mi domandò se io conosceva il giovane Giulio Berghinzoni — se apparteneva alla Unione democratica — e quali relazioni io aveva con lui. Subito mi avvidi che il povero Giulio compariva nel processo con serii aggravi — anzi dallo spirito delle inchieste mi parve di ravvisare che si volesse ritenere come mandatario nell'omicidio accennato. — Io risposi senza esitare che conosceva il Berghinzoni — che era addetto alla ricordata Unione — che io non aveva con lui alcuna relazione, perché come giovane frequentava luoghi e persone a me vecchio interamente estranei. Aggiunsi che in Società non godeva alcun grado — che di rado interveniva alle adunanze — e che stava perciò per essere rimosso dalla medesima — la qual cosa giovava ad escludere quegli eccitamenti che ritenevansi venirgli dalla Società stessa.

Tutti gli esami subiti dagli altri detenuti furono modulati sul mio — perciò mi astengo di darne contezza.

Non posso però esimermi dal riferire quello sostenuto dal vecchio Berghinzoni, padre del ricordato Giulio. Dopo varie domande gli si chiese se apparteneva alla Società democratica del suo paese, la quale si onora di avere a preside, disse il Giudice con aria derisoria, l'apostolo Giuseppe Mazzini.

— Io non so nulla né di democratica, né di filodrammatica — né di Mazzini, né di Mazzoni — io appartengo ad una Società che ha dei nomi che meglio si capiscono.

— E quale è la Società a cui siete addetto? disse il Giudice con quella curiosità che è propria di chi crede di essere oramai sul punto di rinvenire qualche cosa che lo appaghi.

— È la Società, rispose Berghinzoni, o per meglio dire, la pia Unione della Mercede.

— E quale è il suo programma?

— Eccolo — e trasse fuori un lungo rosario, oggetto insequestrabile — perciò gli era rimasto in tasca — e per spiegarsi piú chiaramente aggiunse che era una istituzione santa creata nello scopo di procurare la salute eterna dell'anima.