D'Ordine ecc.

Si fa Precetto[18], ed espressamente si comanda a voi N...... di non allontanarvi dalla Provincia....... senza speciale permesso in iscritto di questa Legazione, o Delegazione; di non associarvi a persone sospette, inquisite, o precettate, o che abbiano conosciuti pregiudizi politici, o criminali; di non accedere ad unioni, o luoghi sospetti, di non offendere, insultare, o minacciare chicchessia, né con gesti, né con detti, e molto meno con fatti; di rilasciare ogni mese alla Polizia l'attestato di un Confessore approvato, d'esservi presentato al Tribunale di Penitenza, di avere adempito al Precetto Pasquale, e di aver fatti gli Esercizi Spirituali per tre interi giorni almeno nella prossima Settimana Santa in un ritiro ad arbitrio di Monsignor Vescovo Diocesano, sotto la comminatoria di sei mesi di reclusione, da incorrersi irremissibilmente, anche in caso di prima contravvenzione, a qualunque ed anche ad una sola delle parti o condizioni del presente Precetto.

EDITTO.

Agostino di Sant'Agata alla Suburra, della Santa Romana Chiesa Diacono Cardinal Rivarola, della Città e Provincia di Ravenna Legato a Latere.

Dopo di avere disimpegnato con quello zelo, e quella maturità di consiglio, che ogni piú sacro dovere esigeva da noi, la grave commissione della quale fummo dalla speciale Benignità della Santità di Nostro Signore, Papa Leone XII, felicemente regnante onorati; dopo di aver rassegnato al Suo Trono i risultati del nostro giudizio sui Processi da molto tempo istituiti, contro molti prevenuti di delitti politici portati a compimento, a nulla di piú lusinghiero potevamo aspirare se non che il nostro lavoro potesse incontrare il Sovrano gradimento, ed approvazione; ma di molte maggiori grazie ha voluto colmarci la generosa grandezza di Nostro Signore, essendosi degnato d'autorizzarci coll'oracolo della Sua viva Voce, a temperare il giusto rigore di una Sentenza con qualche luminoso tratto di Clemenza, che può solo dalla Sovrana Podestà derivare; che però fatti noi Ministri delle dolci disposizioni del Paterno Cuore di Sua Santità accordiamo, alle pene decretate nella nostra Sentenza, sotto questo stesso giorno pubblicata, le seguenti grazie, e modificazioni:

I. È fatta grazia della vita ai Rei condannati a morte, e permutata la loro condanna in venticinque 25. anni di reclusione in un Forte dello Stato.

Non restano compresi in questa permutazione e diminuzione di pena Francesco Garaffoni riconosciuto, e giudicato assassino del Cavaliere Don Angelo Bandi, e Pietro Barbieri assassino di Francesco Gamberini.

II. A quelli che sono condannati alla Detenzione sia in vita, sia per qualche numero d'anni, non assegnamo una diminuzione determinata di tempo, restando raccomandati alla luminosa Clemenza di Nostro Signore per la loro piú o meno sollecita liberazione, che dovranno invocare con Supplica dalla stessa Santità Sua, e meritarla con una condotta savia, e morale, che dia fondata lusinga di loro ravvedimento.

III. Quelli, che sono rubricati in Sentenza sotto le clausole — abilitati a rientrare nello Stato con obbligo di costituirsi entro le 24 ore dal momento del loro arrivo, per essere assoggettati a' regolari costituti, e giudicati a seconda delle risultanze — quelli, che sono assoggettati al Precetto politico-morale di primo, o second'ordine — restano senza alcuna variazione soggetti al disposto nella Sentenza.

IV. A quelli, che hanno contro di loro il — Procuretur captura — sono accordati due mesi di tempo per presentarsi alla Commissione speciale residente in Ravenna per dar conto di loro, e per dileguare in qualche modo le risultanze che li gravano; in seguito di che se risulteranno pienamente innocenti saranno rimandati con un'onorevole dichiarazione; se daranno delle spiegazioni scusanti, ma non bastevoli ad escludere la reità, resteranno assoggettati al Precetto politico di primo, o second'ordine in proporzione delle maggiori o minori risultanze medesime; finalmente se persisteranno in una negativa complessiva, o generale, come ordinariamente hanno in costume, saranno diffidati per otto giorni, e quindi si procederà contro di loro a forma della Sentenza.