In rapporto al Dialogo di S. Apollinare e S. Vitale, dissi non averlo nemmeno sentito mai a ricordare e che una calunnia tale era bene di esporre in chiaro, onde non ne rimanessi io innocentemente il bersaglio.
Nuove imputazioni perduellioniche (27 maggio). Consta al Fisco, cosí mi disse il giudice, «che voi progettaste un piano diretto a liberare dalle carceri di San Vitale i detenuti politici che vi erano stati rinchiusi, e ad impedire nuovi arresti; che già molti e molti si erano sottoscritti a questo piano dietro vostra istigazione, prevalendovi del termine, che negli estremi mali richiedesi estremi rimedi; e che voi vi obbligaste d'interessarvi presso la Protettrice, ossia la Carboneria, onde, adottato il vostro piano, dasse opportune disposizioni per ottenere rinforzi dalle città limitrofe ed azzardare un colpo decisivo.»
Un soffio solo bastò ad atterrare questa fragile trabacca dell'inganno e dell'iniquità.
Dal luglio in poi, esposi io, fui investito da sí fiera e pertinace malattia, che in ottobre, epoca del mio arresto, era ancora convalescente e sí estenuato, che non saprei esprimere quanti terribili sconcerti mi si rinnovarono nel fisico nei primi giorni di mia detenzione. Or io non so come si possa supporre che un uomo cosí mal ridotto, colla bocca, si può dire, sul sepolcro, quasi sempre obbligato al letto, tenda a progetti, che i piú robusti e piú sani appena oserebbero d'ideare. E certamente se mi fosse trascorso mai per la testa un piano di rivoluzione, se anche fossi stato sano, sarei subito andato a ripormi nel letto per timore d'una febbre frenetica. Non mai, come ho già detto, e ripeto, ebbi mire rivoluzionarie, assolutamente eterogenee e alla mia condotta e al mio carattere e al mio stato; tanto meno poi in un tempo il piú climaterico della mia vita. E sí che da vero questa calunnia è in sommo grado romantica: si può ben dire che ha del maraviglioso. Un quasi agonizzante formar piani di sommosse, ridurle quasi all'in autem; si può udir di peggio? Ma di grazia, qual era il concerto di questo piano, come combinato? Perché riescí anch'esso a vano? Quali furono gli ostacoli che si frapposero?
Anche un pazzo uscito allora dall'ospitale, non gli sarebbe saltato mai in capo una stoltezza simile a questa che or mi s'imputa. Leviamo l'intoppo della malattia (guardate mai quello che concedo), ma la diffidenza, che sorta subito dopo i primi arresti si diffuse fortemente per ogni dove e in ogni classe di persone, non era forse sempre un argine insormontabile anche alle piú leggiere e tenui imprese? Ma quali sottoscritti adunque si va mai immaginando? Bisogna per lo meno che sia un indigeno del Paraguay colui che ciò asserisce, dando a conoscere d'ignorare circostanze le piú comuni e palesi. Ma chi mai avrebbe accudito di sottoscriversi in fogli di congiure in momenti che sarebbe stato discoperto dai muri, dai sassi e dall'aria istessa? Chi mai avrebbe azzardato di presentarsi anche al piú confidente per disporlo ad una sommossa?
Fuor di proposito si adduce poi al caso la massima che ai mali estremi convengono estremi rimedi; l'estremo è sempre fatale, e chi tenta d'indurre altrui a scopi di tal sorta e d'infervorarlo per renderli compiti, mi sembra che affacciar debba tutt'altro fuorché pericoli.
Protesto infine che i nomi di Protettrice, ossia Carboneria, sono per me del tutto incomprensibili, né so chi il Fisco intenda sotto tale denominazione.
Non si restrinse soltanto all'esposta accusa l'esame di questo giorno. Venni pur anche incolpato d'aver io «redatta una satira contro le Sacre Missioni, che al tempo del governo di Rivarola agivano in questa città;» e di aver «alterata una terzina di un sonetto dell'abate Cottignola, affissa nella pubblica piazza, alludendogli il nome di spia.»
Non altro risposi a tutto ciò, che io era sempre stato ossequioso al culto divino e verso i suoi ministri, tanto è vero che mai non ebbi reclami contro la mia morale condotta; e se non si fossero addotte valide prove per dimostrare il contrario, il mio carattere rimaneva in questa parte ineccezionabile, né vane ciarle (non sapeva sopra che fondate) potevano abbattere la verità del fatto. Ho pure sempre rispettato il simile, ed è falsa l'incolpazione che risguarda il Cottignola.
Eccoci all'ultimo decisivo esame (28 maggio). Qui mi si rinnova alla mente un caos di articoli, che or tenterò alla meglio di restringere e riordinare in pochi. Sono già essi in parte il riassunto delle passate imputazioni, che si pretese annodarle al principal capo d'accusa, cioè al dialogo satirico, di cui in avanti si è fatto cenno, che qui mi venne nel modo che sono per esporre ampiamente contestato.