Angelo Ortolani, Ministro del Forno pubblico,

Luigi Zanoli, Calzolaio, e

Gaetano Montanari, Barbiere, tutti di Ravenna, maggiori di età, dopo avere il primo di loro tentato piú volte in vano di propinargli il veleno nel pane, di cui il PORPORATO servivasi privativamente alla propria mensa, si risolsero di estinguerlo coll'uso delle armi. A quest'oggetto spesso lo insidiarono nell'oscurità della notte; e finalmente, essendo prossime le ore dodici pomeridiane del 23. di Luglio 1826, mentre il lodato SIGNOR CARDINALE salito per la strada del corso nella sua carrozza in compagnia del Sacerdote D. Ignazio Muti, Canonico della Metropolitana di detta città, si disponeva di far ritorno alla propria residenza; e nel momento, in cui un servitore ne chiudeva lo sportello, uno dei complici nell'atroce misfatto dallo sportello opposto esplose una pistola, lusingandosi di uccidere il PORPORATO, ma recando invece gravi ferite al Canonico anzidetto. I sicari quindi si volsero alla fuga, abbandonando le armi, le quali furono poscia nella maggior parte ricuperate.

Il sopraddetto ANGELO ORTOLANI e GAETANO RAMBELLI, di Ravenna, cappellaio, addetto anch'esso a Società segrete, e maggiore di età, occisero insidiosamente, e pure per odio settario nella medesima Città il Direttore Provinciale di quella Polizia, conte Domenico Matteucci con colpi di pistole scaricategli sul dorso dall'agguato, circa le ore nove pomeridiane del 5. d'Aprile 1824, allorché picchiava alla porta del palazzo di una di quelle nobili famiglie, ove soleva passare qualche ora della sera.

Ed i sopranominati LUIGI ZANOLI, e GAETANO MONTANARI, la sera del 15 di Marzo 1827, tolsero di vita con esplosione di arma da fuoco alle spalle l'ebreo Mosè Forti, con mandato di

ABRAMO ISACCO FORTI, soprachiamato MARCHINO, non, senza qualche complicità del suo fratello, BENIAMINO FORTI detto CARLINO, ambedue Ebrei del Ghetto di Lugo, maggiori di età, commercianti, e domiciliato, il primo in Ravenna, il secondo in Forlí.

Sentito in iscritto, ed in voce il difensore dei prevenuti, tutti carcerati, all'appoggio della confessione del ripetuto ZANOLI in ambedue i delitti, che lo riguardano, e di altre prove, ed indizi risultati dagli Atti, furono condannati come rei convinti all'ULTIMO SUPPLIZIO

LUIGI ZANOLI,

ANGELO ORTOLANI,

GAETANO MONTANARI,