[LVIII.] Intorno ai fatti accennati in questo capitolo, oltre gli storici in generale e i giornali del tempo, è da vedere il libro, pienissimo di notizie, di R. Giovagnoli, Ciceruacchio e Don Pirlone, vol. I, Roma 1895.
[LX.] L. C. Farini, Lo Stato romano, lib. III, cap. XIV parla della propria commissione a Bologna nell'agosto 1848 per sedare l'anarchia; il suo biografo G. Badiali (L. C. Farini, Ravenna, 1878, pag. 103) è il solo che accenni al complotto ordito a Roma per assassinarlo: gliene parlò l'Uccellini, il quale non si vantò mai, dopo il 1860, quando sarebbe stato cosí proficuo!, di avere stornato dal capo del Farini un sí grave pericolo.
Gli onori funebri al conte Tullo Rasponi furono il 9 ottobre 1847 e li diresse Giovanni Montanari; come si rileva da alcune Note mss. dell'Uccellini.
[LXI.] Il Consiglio Comunale di Ravenna, con deliberazione del 5 ottobre 1848 «in seguito ad opportuno avviso di concorso e sopra 9 concorrenti.... a maggiorità di voti elesse e nominò Protocolista ed Indicista Comunale il sig. Primo Uccellini cogli obblighi e collo stipendio di scudi 12 mensili, come all'anzidetto avviso di concorso» (comunicazione di Francesco Miserocchi). Il fratello, accennato in questo cap., è Terzo Uccellini, del quale resta vivente la sig. Ines Uccellini, che per la memoria dello zio patriota ha un culto vivissimo: a lei dobbiamo il ritratto che adorna questo volume, ove auguriamo ch'ella possa rileggere per molti anni ancora i ricordi cari al suo cuore.
Francesco Lovatelli meriterebbe un biografo, che ne mettesse in luce le benemerenze e la condotta politica: morí assassinato nel 1856; cfr. P. D. Pasolini, Gius. Pasolini, p. 520.
Antonio Monghini ravennate, deputato all'Assemblea costituente nel 1849, fu dopo il '60 direttore della Banca nazionale in patria e console di Turchia; nel 1865 si attentò alla sua vita, non si sa se per vendetta privata o settaria; morí in Firenze nel 1875 e fu portato a seppellire nella sua villa di Gambellara. — Sulla parte dei ravennati in «quella camarilla che faceva pratiche a Gaeta col papa» contro la Repubblica sono preziose informazioni nel cit. libro del Pasolini, cap. VIII.
[LXII.] Poco si sa di questa fuga dell'arcivescovo Falconieri (cfr. la nota a pag. 191) a Venezia: nelle cit. Note mss. l'autore registra sotto la data dell'11 aprile 1849 un indirizzo del Capitolo a Falconieri profugo a Venezia».
[LXIII.] La festa patriottica celebrata in Ravenna il 15 febbraio 1849 e quella del 19 nel sobborgo di Porta Sisi sono descritte nel Diario ravennate per l'a. 1871, Ravenna, tip. Angeletti 1870, p. 21-24; ma ivi non si accenna alla donna che coronò il fusto dell'albero: è facile però riconoscere in lei la vedova di Gaetano Rambelli giustiziato nel 1828 (cfr. pp. 24, 188) e madre di Epaminonda giustiziato nel 1854 (cfr. p. 246): essa era Antonia Mazzotti e morí in Ravenna nel 1880 di 73 anni.
[LXVI.] Della gloriosa ritirata di Garibaldi da Roma nel 1849, ha scritto la storia, seguendolo di luogo in luogo, giorno per giorno, sino a San Marino e al Cesenatico, il prof. Raffaele Belluzzi; e il suo lavoro sarà prossimamente pubblicato in questa Biblioteca. Nella quale ci proponiamo di dare anche la storia documentata dello scampo di Garibaldi per opera dei patrioti comacchiesi e ravennati, dallo sbarco a Magnavacca sino al suo arrivo in Forlí: intanto, chi voglia conoscere questi fatti, oltre il libretto dell'Uccellini citato nella prefazione, può vedere: Gioacchino Bonnet, Lo sbarco di Garibaldi a Magnavacca, episodio storico del 1849, Bologna, Società tipografica Azzoguidi, 1887; Pietro Grilli, Narrazione genuina e veritiera sullo sbarco di Garibaldi, Anita, Ugo Bassi e Livraghi alla Pialazza, comune di Comacchio, Ravenna, tip. nazionale, 1891; Primo Gironi, Note illustrative alla carta grafica del percorso da Garibaldi da Cesenatico a Forlí, profugo nell'agosto 1849 dopo la ritirata di Roma, Ravenna, tip. Calderini, 1888; Id., Appunti storici (con l'Elenco cronologico dei salvatori di Garibaldi) nel Diario ravennate per l'a. 1885, Ravenna, tip. Alighieri, 1884, p. 27-29; Saturnino Malagola, Epigrafi, Ravenna, tip. nazionale, 1883, sono sei epigrafi per i luoghi di fermata di Garibaldi; Anonimo, Giuseppe Garibaldi profugo a Ravenna nell'agosto 1849, Ravenna, tip. Calderini, 1884; Primo Gironi, Anita Garibaldi (3ª ediz. riveduta). Cippo ad Anita e XXX anniversario della Società operaia in Sant'Alberto di Ravenna, Ravenna, tip. Ravegnana, 1896.
[LXXI.] Ecco il testo della sentenza qui ricordata: