Gambi Luigi, di Forlí, ascritto alla Carboneria, partecipe a tumulti, condannato a 10 anni di galera, [156].

Gamberini, reo di delitti comuni e impunitario, [23]; — di Castel Bolognese, in carcere ad Imola, [32], [196]; — del Mancino di Castel Bolognese, ricordato nella sentenza Rivarola, [158]; — Francesco, di Castel Bolognese, assassinato perché uscito dalla Carboneria, [146], [147], [150], [152]; — Pietro, di Ravenna, ascritto alla Carboneria e condannato a 10 anni di detenzione, [151].

Gandolfi Francesco, di Forlí, condannato alla galera, [151].

Ganga, sopranome di Mariano [Zauli] (vedi).

Garaffoni Francesco, di Cesena, ascritto agli Ermolaisti e reo dell'assassinio di Angelo Bandi, [147], condannato a morte, [148]; eccettuato dalla grazia, [167].

Garavini Antonio, capo della Carboneria in Ravenna, [7]; presiede il Circolo popolare, [85]; suo entusiasmo nelle feste repubblicane del '49, [87]; notizie biografiche di lui, [135]-137; — Domenico, di Castel Bolognese, addetto alla Carboneria, complice nell'assassinio di Francesco Gamberini, condannato a 15 anni di detenzione, [150]; — Sebastiano, di Brisighella, ricordato nella sentenza Rivarola, [159].

Gardenghi Giuseppe, di Faenza, ascritto alla Carboneria, condannato a 10 anni di galera, [155].

Garibaldi Giuseppe, dopo la difesa di Roma si ritira in Romagna, [88]; suo scampo per opera dei patrioti ravennati, [89], [244].

Garcia, deputato belga, aiuta l'A., [240].

Gardi Carlo, di Faenza, precettato, [162]; — Giuseppe, id., ricordato nella sentenza Rivarola, [159].