«Qui attorno ci sono anche dei buoni campi da golf» intervenne John. «Per quanto tempo vuole affittarla, signor Smith?»
«Sono certa che il signor Smith s’innamorerà di Wrightsville e ci rimarrà a lungo» fece Hermy. «Gradisce un po’ di succo di frutta, signor Smith? È la specialità della nostra Ludie.»
«C’è un inconveniente» mormorò John, aggrottando le sopracciglia. «Data l’affluenza di forestieri a Wright, credo che mi possa capitare presto l’occasione di venderla…»
«Il rimedio è molto semplice, John» dichiarò J. G. «Inseriremo nel contratto una clausola in base alla quale il signor Smith, in caso di vendita della casa, dovrà sgomberare con un preavviso ragionevole.»
«A questi particolari penseremo dopo» protestò Hermy in tono gaio. «Intanto il signor Smith non ha visto la casa. Signor Pettigrew, resti qui a far compagnia a John. Lei venga con me, signor Smith.»
Hermione rimase aggrappata al braccio di Ellery durante il breve tragitto dalla casa grande alla casa piccola, come se temesse di vederlo scappar via.
«Abbiamo coperto i mobili per proteggerli dalla polvere, ma sono molto belli, vedrà. Non è deliziosa?»
Hermy pilotò Ellery dalla cantina al solaio, sostando in ogni stanza per decantarne la bellezza e i vantaggi.
«Naturalmente le cercherò una cameriera» disse Hermy. «Oh, dove lavorerà, signor Smith? Si potrebbe trasformare la seconda camera da letto del primo piano in uno studio. Le occorre senz’altro uno studio, signor Smith.»
Il signor Smith disse che era un’ottima idea.