Jim rimase seduto, guardandosi attorno, senza vedere. Il capo Dakin fece un cenno a Bradford ed entrambi lasciarono la stanza. Cinque minuti dopo rientrarono. Carter era ancora pallido e fissava davanti a sé, cercando di evitare gli sguardi degli altri.

«Signor Haight» disse gravemente Dakin «sono costretto a chiederle di non lasciare Wrightsville per nessuna ragione.»

Era stato Bradford a ritardare l’arresto vero e proprio, pensò Ellery, ma non l’aveva fatto per compassione. Aveva agito per dovere, piuttosto; il caso, da un punto di vista legale, era tutt’altro che completo. Ma il “caso” sarebbe proseguito, comunque. Il signor Queen era certo che, se non fosse sopravvenuto un vero e proprio miracolo, Jim Haight non avrebbe girato a lungo libero per le strade di Wrightsville.

II

Nora parla

Un cadavere in casa Wright. Wrightsville discuteva l’avvenimento con letizia sempre crescente. In casa Wright, nella prima famiglia della città, un avvelenamento! Un delitto! Chi non ricordava la storia di tre anni prima? La fuga di Jim Haight, la morte di quel tale che veniva da chissà dove? Ormai tutti chiamavano la casa di Nora, la “casa del malaugurio”. La soddisfazione dei maligni del paese si sfogava in chiacchiere senza fine. Il signor “Ellery Smith-Queen” aveva la sensazione di essere diventato un soldato che difendeva una roccaforte. Una piccola folla sostava sempre davanti ai cancelli di casa Haight, e uno dei posti di vendetta più ricercato era il terrazzo di Emmeline Du Pré, la pettegola principe, il gazzettino della comunità. Se un viso appariva alla finestra di una delle due case incriminate, dal perenne gruppetto degli spettatori si sollevava un vivo brusìo.

«Ma che cosa ci sta accadendo?» gemeva Hermione. «Io non ho più il coraggio di rispondere al telefono!»

«Siamo diventati il museo degli orrori» osservò Lola cupamente.

Sin dal primo dell’anno Lola non aveva più lasciato la casa dei suoi. Divideva la camera con Pat, e la notte, in silenzio, lavava da sola la propria biancheria nello stanzino da bagno di Pat. Non voleva accettare assolutamente nulla dalla famiglia, e prendeva i pasti insieme a Jim. Lola fu l’unico membro della famiglia che osò uscire di casa nei primi giorni di gennaio. Il due gennaio diede a Emmeline Du Pré una tale risposta che per poco non la mandò in convulsioni.

Alberta Manaskas non si era più presentata in servizio, così Lola cucinava per Jim. Jim non diceva nulla e andava in banca come al solito. Anche John non diceva nulla, e andava in banca a sua volta. I due uomini non si parlavano mai. Nora, in preda alla febbre, si agitava nel letto, soffriva moltissimo e chiamava disperatamente suo marito. Il suo cuscino era sempre bagnato di lacrime. Carter Bradford si era rintanato in ufficio e, di tanto in tanto, aveva lunghi colloqui segreti con il capo della polizia.