«Baciata?»

«Ho i miei metodi» disse rigido il signor Queen, ma poi sorrise. «Però non è servito a nulla; non ha voluto dirmi assolutamente che cosa stava combinando…»

«E il profumo “Odalisca”» brontolò il vecchio giudice. «Se Patricia Wright crede che un profumino dolciastro possa impedire al giovane Bradford di fare quel che vuol fare…»

Il primo testimone che il giudice Martin chiamò a favore di Jim Haight fu Hermione Wright. Hermy salì con regale dignità sullo sgabello dei testimoni e disse «Giuro» con voce ferma, quasi tragica. Era stata una mossa astuta, da parte di Martin, chiamare la madre di Nora a testimoniare in favore dell’uomo che aveva cercato di uccidere la figlia! Il pubblico e i giurati rimasero molto impressionati dalla ferma dignità con cui Hermy affrontò i loro sguardi. Era una donna veramente coraggiosa.

Con grande abilità, il vecchio avvocato portò Hermione a parlare della gaiezza della serata, dell’infantile gioia di Jim e di Nora quando avevano ballato insieme e incidentalmente le fece anche dire quanto aveva bevuto quella sera Frank Lloyd, il testimone principale di Bradford. Risultò chiara in contrario la sobrietà del signor Ellery Queen, il quale aveva bevuto un solo liquore prima del tragico brindisi al millenovecentoquarantuno.

Il giudice Martin indusse poi Hermy a parlare della conversazione avuta col genero, poco dopo il ritorno degli sposi dalla luna di miele. Jim le aveva confidato che Nora sospettava di dover avere un bambino. La sposa desiderava tenere la cosa segreta finché non ne fosse sicura, ma Jim aveva dichiarato di essere troppo felice per poter stare zitto.

Con una vaga emozione sul volto, Carter Bradford rinunziò al contro-interrogatorio. Vi fu un tentativo di applauso quando Hermy scese dal banco dei testimoni.

Il giudice Martin chiamò poi una lunga serie di persone per testimoniare la mitezza di carattere di Jim Haight. Una serie lunga quasi come il muso del giudice Newbold. E quando John si presentò a sua volta sulla pedana e dichiarò che Jim era un buon ragazzo, un figliolo d’oro, e che tutta la famiglia Wright giurava per lui, nel pubblico vi fu un’ondata di simpatia per i Wright che attutì un po’ l’animosità popolare verso l’imputato.

Durante la sfilata di questi testimoni, Carter Bradford mantenne un atteggiamento distaccato.

Poi il giudice Martin chiamò Lorenzo Grenville. Era un o’metto con gli occhi acquosi e il volto raggrinzito. Si definì un esperto calligrafico.