Ellery accese la luce. La donna era un po’ rannicchiata sul muricciolo pendente, di fianco alla gradinata. Lo guardava tra il fumo della sigaretta. I pantaloni di camoscio color tortora le aderivano alle cosce, e un maglioncino di cachemire le modellava il busto. Ellery ebbe subito l’impressione di trovarsi di fronte a un essere giovane, ma troppo maturo, spiritualmente, amareggiato. La donna ebbe una risatina nervosa e gettò via il mozzicone della sigaretta.

«Ora può spegnere la luce, signor Smith. Sono poco presentabile, e poi la mia famiglia si troverebbe in serio imbarazzo se sapesse che sono nelle vicinanze.»

Ellery obbedì.

«Dunque lei è Lola Wright.»

Era quella che era fuggita per poi ritornare divorziata. La figlia che i Wright non nominavano mai.

«Vedo che è ben informato.» Lola ebbe un’altra risatina che finì in un piccolo singhiozzo. «Mi scusi, è il settimo singhiozzo per il settimo whisky. Sa, sono famosa anch’io. Delle ragazze Wright sono quella che beve. »

Ellery scoppiò a ridere.

«Ho già raccolto qualche pettegolezzo.»

«Anch’io ho raccolto dei pettegolezzi sul suo conto e la credevo antipatico, ma devo ricredermi. Qua la mano!»

Lola si alzò, barcollò annaspando e si aggrappò al collo di Ellery. Lui la sorresse per un braccio.