«Secondo lei» disse il giudice «è facile o difficile falsificare la grafia del signor Haight?»
«Molto facile.»
«E lei sarebbe in grado di farlo?»
«Certamente.»
«Potrebbe farlo qui, subito?»
«Be’, dovrei studiarci un po’… diciamo un paio di minuti.» Bradford balzò in piedi e seguì un violento diverbio col giudice Newbold. Infine la corte accettò la dimostrazione e al perito furono consegnate carta, penna, inchiostro e una copia fotostatica di un campione di calligrafia di Jim.
Lorenzo Grenville studiò la fotocopia esattamente per due minuti.
Poi prese la penna, la intinse nell’inchiostro e cominciò a scrivere.
«Riuscirei meglio» disse «se avessi la mia penna.»
Poi il giudice Martin osservò ciò che il suo teste aveva scritto, e con un sorriso passò il foglio alla giuria, assieme alla fotocopia. Dall’espressione di stupore che si dipinse sul volto dei giurati, Ellery capì che il colpo era riuscito.