La famiglia non fu ammessa al suo capezzale. Dovettero rimanere tutti nella sala d’aspetto dell’atrio, una sala d’aspetto grande e vecchia che puzzava di disinfettante.

Nessuno parlava. Passò molto tempo. Poi tornò il dottor Willoughby, e tutti si strinsero intorno a lui.

«Non ho molto tempo» ansimò il medico. «Ascoltatemi: Nora è di costituzione delicata. È sempre stata molto nervosa. Ed ora le preoccupazioni, le pene che ha dovuto sopportare… i tentativi di avvelenamento, la vigilia di capo d’anno, il processo… è molto, molto debole, molto abbattuta…»

«Che cosa stai cercando di dirci, Milo?» domandò John, stringendo forte il braccio del suo amico.

«John, Nora è in condizioni molto gravi. Non posso nasconderlo a te e ad Hermy. È una creatura ammalata.»

Il dottor Willoughby si voltò come per correre via.

«Milo, aspetta. E… e… il bambino?»

«Sta per averlo, Hermy. Dobbiamo operare.»

«Ma se sono poco più di sei mesi…»

«Sì» mormorò il dottor Willoughby faticosamente. «È meglio che aspettiate qui. Devo andare a prepararmi.»