«Ma può dirlo almeno a me, Queen!» implorò Cart.

«No, lei non è sicuro di se stesso; non è ancora del tutto sicuro, Bradford. Lei è un gran caro figliolo, ma il suo processo di sviluppo è stato un poco ritardato.» Ellery scosse il capo. «Il meglio che lei possa fare è di dimenticare, e cercare di sposare Patty. È pazzamente innamorata di lei.»

Cart afferrò il braccio di Ellery e lo strinse così forte che il giovane trasalì.

«Ma deve dirmelo!» esclamò. «Come potrei… sapendo che uno… uno di loro…»

Il signor Queen aggrottò la fronte nell’oscurità.

«Le dirò quel che faremo, Carter» disse infine. «Lei aiuta questa gente a riprendere la sua posizione e la sua vita normale a Wrightsville. Faccia una corte spietata a Pat Wright. Insista continuamente per farsi sposare, fino a stancarla. Dico sul serio: la stanchi a forza di richieste di matrimonio. Ma se non otterrà nulla, mi telegrafi. Io torno a casa. Mi mandi un telegramma a New York ed io tornerò. Forse quello che ho da dire a lei e a Patty risolverà il vostro problema.»

«Grazie» mormorò Carter Bradford con voce soffocata.

II

Il ritorno di Ellery Queen

“Ecco” pensava il signor Ellery Queen mentre si guardava attorno sulla piattaforma della stazione. “Sono di nuovo un ammiraglio, il secondo viaggio dell’ammiraglio Colombo.” Il treno che l’aveva riportato a Wrightsville stava scomparendo dalla curva. In tasca gli frusciava un telegramma che aveva ricevuto la sera prima. Diceva: “Ho bisogno di lei. L’aspetto”. Ed era firmato da Carter Bradford.