Il signor Queen lanciò un’occhiata a Patricia Wright e Patricia chiuse gli occhi come se le dolessero. L’investigatore si ficcò una sigaretta all’angolo della bocca e disse tra i denti:
«Quella persona era la stessa che aveva porto il cocktail a Rosemary la sera dell’ultimo dell’anno.»
Carter Bradford si passò la lingua sulle labbra aride. Pat sembrava agghiacciata.
«Mi dispiace, Pat» disse Ellery riaprendo gli occhi. «Mi dispiace terribilmente, ma non vi è un’altra spiegazione. E solo per darle modo di essere di nuovo felice sono stato costretto a dirlo.»
Pat gemé debolmente:
«Non Nora. Non Nora! »
III
La seconda domenica di maggio
«Forse ha bevuto una goccia di liquore di troppo» spiegò il signor Queen a Gus Olensen. «Possiamo usare il salottino riservato, Gus?»
«Certo, certo» assentì Gus. «Mi dispiace molto, signor Bradford… il rum che vendo io non è fatturato, ne ha bevuto solo uno… lasciate che vi dia una mano…»