«È andato alla stazione per ritirare alcune casse. Prima di ritornare a Wrightsville, aveva spedito i libri e gli indumenti che teneva nel suo appartamento di New York. Tutto è rimasto al deposito bagagli da allora. Oh, eccolo. Jim, hai trovato la tua roba?»

Jim scese dal tassì di Ed sul quale casse e valige erano accatastate insieme con un baule. Ed e Jim portarono dentro ogni cosa. Ellery osservò che lo sposo novello aveva un ottimo aspetto. Jim, stringendogli la mano, lo ringraziò per ciò che aveva fatto. Nora avrebbe voluto che il signor Smith rimanesse a colazione, ma il signor Smith rise e disse che avrebbe approfittato dell’invito quando Nora e Jim avessero finito di sistemarsi. Uscì mentre Nora diceva:

«Dove metteremo tutta questa roba, Jim?»

E Jim rispondeva:

«Ci si rende conto di possedere molti libri soltanto quando si è costretti a imballarli. Ed, queste casse bisognerà portarle in cantina.»

Ellery ebbe un’ultima visione di Jim e Nora nelle braccia l’una dell’altro, e sorrise. Se c’era un malaugurio tra quelle mura, era ben nascosto davvero.

Ellery si mise a lavorare al suo romanzo con energia. A parte le ore dei pasti rimaneva per giornate intere all’ultimo piano che la signora Wright aveva messo interamente a sua disposizione. Nella casa, si udiva il ticchettio della sua macchina per scrivere fino ad ore impossibili.

Vedeva raramente Jim e Nora. Tuttavia durante le ore dei pasti teneva le orecchie ben aperte per sentire se non vi fosse qualche “dissonanza” nei discorsi di famiglia. Ma Jim e Nora sembravano felici. Alla banca, Haight aveva trovato uno studio con una scrivania nuova su cui troneggiava una targa di bronzo con l’incisione: “J. Haight — Vice-Presidente”. I vecchi clienti della banca andarono, uno dopo l’altro, a porgergli i loro auguri e a chiedere notizie di Nora. I conoscenti affluivano anche alla casetta. Le signore della Collina andavano spesso a far visita a Nora la quale elargiva tè e sorrisi. Gli occhi penetranti delle visitatrici scrutavano negli angoli in cerca di polvere e di dispiaceri, ma tutte quelle indagini finivano in delusione e Nora si divertiva un mondo. Hermione era orgogliosa della figliola sposata.

Il signor Queen si persuase di essersi lasciato influenzare dalla fantasia e concluse che il malaugurio, se mai c’era stato, era sepolto definitivamente. Poiché la realtà si rifiutava di cooperare, Ellery cominciò a far progetti per inventare il delitto da introdurre nel romanzo.

Il 29 ottobre venne e passò. La mattina del 30, il signor Queen fu visto entrare nell’albergo Hollis, dare un’occhiata a un giornale di New York e metterlo da parte con una scrollata di spalle.