«Allora la scrittura delle buste è la sua?» «Sì, la riconoscerei tra mille. Ma che cosa dicono le lettere?»
Ellery trasse il foglio dalla prima busta e lesse:
28 Novembre Cara sorellina so che non ti ho scritto da molto tempo, ma non puoi immaginare quanto da fare ho avuto. Anche oggi non posso scriverti che poche righe, perché mia moglie è stata male. Sembra una cosa da niente, ma io non mi sento tranquillo. Secondo me nemmeno il dottore ha capito di che cosa si tratta. Speriamo che non sia nulla di grave. Naturalmente ti terrò informata. Scrivimi presto. Con affetto, Jim.
«Non riesco a capire» fece Pat, lentamente. «Nora non è mai stata così bene. Ne parlavamo proprio oggi io e la mamma. Ellery…»
«Nora è stata dal dottor Willoughby ultimamente?»
«No, a meno che… ma son sicura che non c’è stata.»
«Capisco» disse Ellery con voce completamente inespressiva.
«E poi la data!… 28 Novembre. Manca ancora un mese, Ellery! Come potrebbe sapere Jim…!» Pat si interruppe. Poi soggiunse con voce rauca:
«Apra l’altra busta!»
Il secondo biglietto, più breve del primo, era stato vergato dalla stessa mano e con la stessa matita rossa.