«Non vale la pena. Io e Pat lo porteremo a casa tra mezz’ora. Ma non si preoccupi, inteso?»

«Grazie» mormorò Nora, e riappese il ricevitore.

Ellery riappese a sua volta, e andò verso Pat che, china su Jim, cercava di scuoterlo.

«È inutile, bambola» mugolò Carlatti. «È completamente andato.»

«Dovrebbe vergognarsi d’averlo fatto ubriacare così!»

«Non se la prenda, bellezza. È venuto qua di sua volontà, ed io ho la licenza per vendere liquori; se lui vuol comprare, può comprare; adesso fuori dai piedi.»

«Come faceva a sapere chi era?» domandò Pat, fremente d’indignazione.

«Era già stato qui altre volte, e poi l’ho anche perquisito. E tu, puttanella, non fare quella faccia! E poi voi due mi avete già stancato, per cui, filate! Aria!»

«Voglia scusare» disse Ellery con calma.

Il giovane si diresse verso Carlatti e gli schiacciò con violenza un piede. L’uomo diede un gemito di dolore e portò la mano alla parte posteriore dei pantaloni. Ellery allora gli allungò un pugno al mento. Carlatti barcollò all’indietro ed Ellery lo colpì al ventre con un altro pugno. Carlatti cadde sul pavimento lamentandosi, e stringendosi il ventre con entrambe le mani.