«Va tutto bene, grazie» intervenne Ellery.
«Nulla di meglio che un pizzico di bicarbonato di soda e una buona dormita per guarirlo» osservò Dakin seccamente. «Era da Carlatti?»
«Appunto; e ora se non vi dispiace, signori» disse Ellery rapidamente «il signor Haight avrebbe bisogno di andare a letto, molto bisogno.»
«Pensavo di telefonarti, Pat… e se posso esserti utile in qualcosa…» Carter era rosso come un peperone.
Jim si mosse, e i suoi occhi vitrei passarono da Pat a Ellery.
«Jim, come ti senti?» domandò la ragazza con voce severa.
Gli occhi di Jim erano sempre inespressivi, ma per un istante vi brillò una luce che diede a Pat un brivido di paura.
«Stia calmo, ora, Jim» mormorò Ellery in tono carezzevole. «Cerchi di dormire.»
Jim tornò a guardare i presenti senza riconoscerli. Poi il suo mormorio divenne intelligibile:
«Moglie, maledetta moglie; oh, accidenti; maledetta moglie…»