«Grazie per ieri sera, signor Smith; ha messo a letto Jim mentre io ero così sconvolta da…»

«Non si preoccupi» rispose Ellery allegramente. «Non c’è mai stata una sposa su questa terra, fin dai tempi di Eva, che non abbia pensato che il mondo stava per crollare quando il suo maritino è tornato a casa con la prima sbornia. Dov’è il consorte colpevole?»

«In camera da letto, che si rade. La prego, vada di sopra e gli dica quel che pensa di lui!»

Ellery corse su per le scale ridendo. Bussò alla porta del padrone di casa, che era semiaperta, e la voce di Jim dal bagno gridò:

«Nora! Sapevo che saresti stata la mia brava micina e che avresti perdonato…» La sua voce si spense non appena vide Ellery. Aveva il viso gonfio e stravolto. «Buongiorno, Smith» borbottò. «Entri.»

«Sono venuto a vedere come stava» fece Ellery, appoggiandosi allo stipite della porta del bagno.

Jim si voltò sorpreso.

«Come fa a saperlo?»

«E me lo chiede? Non mi dica che non se ne ricorda più! Perdinci, siamo stati io e Pat a portarla a casa!»

«Non ne so assolutamente niente, e Nora non vuole parlare con me. Non posso biasimarla. Le sono molto grato, Smith. Dove mi avete trovato?»