III
«Un noto autore ospite di Wrightsville»
«Vado subito ad avvertire il signor John» brontolò Ludie, e si allontanò.
«Ludie ha già capito che siamo qui per prendere in affitto la casa del malaugurio» mormorò Pettigrew.
«Per questo mi ha guardato come se fossi un Gauleiter nazista?» domandò il signor Queen.
«Secondo Ludie, non sta bene che persone come John Wright affittino le loro case» spiegò il mediatore. «Alle volte non so chi sia più orgoglioso del nome della famiglia: se Ludie o Hermione.»
Il signor Queen si guardò attorno. C’erano alcuni mobili di gran pregio, un bel camino di marmo italiano e almeno tre o quattro quadri di valore. J. G. notò il suo interessamento.
«I quadri sono stati scelti tutti da Hermione Wright» disse. «Se ne intende d’arte. Ma eccola assieme a John.»
Ellery si alzò. Si era aspettato di vedere una donna imponente e severa; invece Hermione, che gli intimi chiamavano Hermy, aveva un aspetto fragile, dolce e materno. Hermy Wright ingannava sempre chi non la conosceva. John F. Wright era un ometto dal viso delicato e aristocratico. A Ellery riuscì subito simpatico. Portava sotto il braccio un album di francobolli.
«John» disse Pettigrew un po’ impacciato «le presento il signor Ellery Smith che vorrebbe prendere in affitto una casa ammobiliata. Il signor Wright, la signora Wright, il signor Smith… ehm…»