«Ho detto giù le mani!»

«Jim, ma io non… tu dormivi.»

«Tu stavi perquisendomi! Che cosa cercavi, eh?»

«Jim smettila. Mi fai male.» La voce di Lola era magnificamente controllata.

«Altro che male ti farò! Ti insegno io a…» il signor Queen aprì la porta. Jim e Lola barcollavano avvinghiati in mezzo alla stanza. I due si fissavano con odio. Con un gesto elegante il signor Queen staccò Jim da Lola e lo gettò a sedere sul divano. Il giovane si coprì il viso con le mani.

«Qualche guaio, Lola?» domandò Ellery in tono distaccato.

La ragazza si aggiustò i vestiti e si ravviò i capelli senza rispondere.

«Son venuto a farle quella visitina che le dovevo da tempo» spiegò Ellery con voce mite. «Che cosa è successo a Jim?»

«È sbronzo» Lola ora era perfettamente composta. «Povera Nora! Non riesco a capire perché questo cretino sia venuto proprio qui. Pensa che sia innamorato di me?»

«È una domanda alla quale solo lei potrebbe rispondere» rise Ellery. «In quanto a lei, signor Haight, è meglio che dia la buonanotte alla cara cognatina! L’accompagno a casa!»