Il signor Queen scosse il capo. «E non vuol parlare» continuò Pat. «Ha delle crisi di nervi quasi in continuazione. E sta male, malissimo! La congiura continua» mormorò Pat desolata. «Il cibo di Nora è stato avvelenato un’altra volta ieri.»

«Sta anche lei diventando nevrastenica come Nora» affermò Ellery. «Vada a fare un pisolino, Pat. Non può una donna sentirsi male ogni tanto?»

«Ritorno da Nora. Non ho nessuna intenzione di lasciarla sola!»

Quando Pat l’ebbe lasciato, Ellery fece una lunga passeggiata sulla collina: si sentiva profondamente infelice. Il giorno prima, mentre gli altri erano di sopra con la sposa, l’investigatore era sceso silenziosamente in sala da pranzo. La tavola non era ancora stata sparecchiata, ed Ellery aveva assaggiato quel che era rimasto nel piatto di Nora. Aveva preso un boccone piccolissimo, ma gli effetti erano stati quasi immediati. Aveva provato un fortissimo mal di stomaco, poi una nausea violenta. Rapidamente aveva allora ingoiato il contenuto di una boccetta che portava sempre con sé da qualche tempo: idrossido di ferro con magnesia, il rimedio classico contro gli avvelenamenti da arsenico. Non c’era dubbio possibile. Qualcuno aveva versato un composto di arsenico nel piatto di Nora. E solo nel piatto di Nora. Ellery aveva assaggiato in seguito il contenuto degli altri piatti e nulla era accaduto. Il piano continuava a funzionare. Prima la festa del Ringraziamento, poi il Natale. La morte sarebbe dovuta arrivare il giorno di Capodanno.

V

Capodanno: l’ultima cena

Nora passò quattro giorni a letto, dopo la vigilia di Natale, ma il ventinove dicembre si presentò ai familiari fresca, ridente e gaia… troppo gaia, ed annunziò che era stanca di far la malata come una vecchia signora; sapeva di aver rovinato il Natale alla sua famiglia, ma avrebbe rimediato: invitava tutti per una bella festa di Capodanno! Perfino Jim si rallegrò e la baciò con goffo imbarazzo. Pat, che assisteva alla scena, rivolse il viso altrove di scatto, ma Nora restituì il bacio a Jim, e per la prima volta dopo tante settimane di liti i due si guardarono, con la vecchia intima espressione degli innamorati.

Hermy e John furono felici di quell’improvviso ritorno di vitalità di Nora.

«Un’ottima idea, cara!» esclamò Hermy. «Prepara tutto come vuoi tu, io non alzerò un dito. A meno che tu, naturalmente…»

«Ma figurarsi…» sorrise Nora. «È la mia festa e desidero fare tutto io.» La sposa abbracciò tristemente Pat. «Oh sorellina, sei stata un angelo con me questa settimana, mentre io… ti ho tirato dietro un libro! Potrai mai perdonarmi?»