Non potè trattenere le lagrime e pianse amaramente.
In questo punto s'apre l'uscio della stanzetta e vi entra papà Gervaso seguito dai conjugi Paglini.
Il volto dei parenti d'Erminia portava l'impronta d'un dubbio penoso. Appena la fanciulla scorse Gervaso farsi avanti con quella sua aria benevole e quasi veneranda diè un grido e si gettò nelle sue braccia.
Il vecchio l'accolse commosso.
—Oh salvatemi, proruppe la giovinetta soffocata dai singhiozzi, mi vogliono fare ancor più infelice.
—Povera figliuola! hanno errato per troppo amore.
—Perdono, perdono, mormorò Maddalena; e la povera madre eccessivamente pallida sarebbe caduta priva di sensi se Bastiano non s'affrettava a sorreggerla.
Il buon Pipélé si mordeva le labbra per trattenere uno scoppio di pianto. In mezzo alla generale commozione Nicodemo, indifferente sempre si rivolse a papà Gervaso e gli domandò con voce chiara:
—Potrei sapere infine cos'è successo?…
—Ve lo dirò dopo.