CAPITOLO IX
Viver con te, con te morir, l'estrema
È questa de' miei voti unica meta.
Le tue guancie, i tuoi occhi, le tue labbra
Coprir di baci, come questo… e questo…
E quest'altro…
BYRON.
La pace ritornò presso i conjugi Paglini.
Erminia pallida sempre e sofferente pare nondimeno tranquillarsi rassegnata.
Sua madre con gran gioja la vede di tanto in tanto scendere nel suo stanzino ed intrattenersi serena in famigliari discorsi.
Papà Gervaso l'unico che conosca il segreto della tenera fanciulla l'ha dimenticato per non risvegliare nel di lui cuore reminiscenze provvidamente obbliate.
Nicodemo con stoica apatia abbandonò l'idea d'un matrimonio colla figlia dei portinaj e compiangendo in cuor suo la leggerezza della giovinetta nel ripudiare un partito che secondo lui l'era convenientissimo ritornò a' suoi antichi amori con Martina la servetta.
Era il dopopranzo d'un lunedì d'ottobre.
Il mite autunno non aveva peranco ceduto il posto al rigido inverno ed un bel sole temperato da freschi zeffiretti scendeva il limpido orizzonte in mezzo ad una nube di fuoco.
Bastiano devoto all'abitudine dei calzolaj di considerare il lunedì secondo giorno di festa erasi portato alla vicina osteria e trincava allegramente il suo fiasco fra una partita e l'altra di tresette.