—Signore, disse papà Gervaso in tuono amorevole, vi siete fatta una ferita alla testa, che per fortuna non è tanto grave; permettete che ve la fascia con questi lini.

—Una ferita? esclamò Flavio…. Ah, mi ricordo, ritornavo da una gita sui bastioni ed il mio cavallo…. ed ora dov'è il mio cavallo?

—Non temete, è qui poco lontano da voi, che v'aspetta tranquillo per ricondurvi a casa.

Flavio chinò il capo e Gervaso si diè a curargli amorosamente la piaga.

Ma il giovine errava molto lungi coll'immaginazione; correva dietro ad un caro fantasma evocatogli dal cuore.

Emise un sospiro e ripetè:

—Eppure m'era parso di udirla!

—E l'avete udita difatti, aggiunse papà Gervaso.

—Cosa dite? domandò Flavio vivamente.

—Ch'ell'era qui un momento fa.